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Patrick Zaki, Bologna ti aspetta ma anche tutto il resto d’Italia

Compleanno in carcere per il secondo anno consecutivo per lo studente Unibo Patrick Zaki di origine egiziana. Oggi tutta Bologna, la sua città adottiva, in questa giornata “speciale” gli ha dedicato un augurio attraverso un tweet del primo cittadino della città Virginio Merola con le parole: “Bologna ti aspetta”. Ma anche la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà ha dedicato un pensiero allo studente attraverso vari canali social. Queste le parole della senatrice: “Oggi Patrick Zaki compie trent’anni, in carcere. Dall’Italia gli arrivano affetto e solidarietà. La Commissione Diritti Umani del Senato, di cui faccio parte, ha rivolto un appello alla Ministra dell’Università, che ha già risposto, e al Ministro degli Esteri, che risponderà a breve. Abbiamo anche inviato all’Università di Bologna, che lo trasmetterà alla famiglia, un augurio sottoscritto da 70 colleghi senatori. Speriamo che questo possa servire, intanto, ad alleviare l’angoscia e il dolore di Patrick. Ma, per cancellare la vergogna della sua ingiusta detenzione, é necessario ben altro. Il più bel regalo di compleanno per Zaki sarebbe il decreto di concessione della cittadinanza italiana, come richiesto dal Senato con un voto. Mi auguro che il Governo risponda, presto”. Immancabile anche l’intervento del presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, da sempre a favore della sua scarcerazione: “Oggi Patrick Zaki compie gli anni e per la seconda volta ‘festeggerà’ il suo compleanno in carcere. Tutto ciò è inaccettabile e continuiamo a chiedere con forza la sua liberazione e il conferimento della cittadinanza italiana. Vogliamo che Patrick torni a studiare qui a Bologna”. Queste parole sono la prova che Patrick Zaki non è solo. Ma facciamo un passo indietro: Il calvario del ragazzo comincia nell’autunno del 2019, periodo in cui Zaki inizia a frequentare un master universitario in studi di genere all’Università di Bologna. Nei mesi successivi Patrick decide di recarsi in Egitto, suo paese d’origine, per fare visita ad alcuni parenti. Ma giunto sul posto, viene catturato dagli agenti dei servizi segreti. Per il suo mandato d’arresto i capi d’accusa sono i seguenti: sovversione, propaganda per il terrorismo, minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, diffusione di false notizie. Le contestazioni nascono in seguito ad alcuni post pubblicati su Facebook dallo studente. Secondo l’avvocato del ragazzo, Patrick avrebbe subito nel corso della detenzione diverse torture a volto bendato e trasferito più volte da un carcere all’altro: Talkha, Mansura (dove è stata fissata la sua udienza in tribunale il 7 marzo), e infine nel carcere di Tora presso El Cairo, poco prima di una visita dei suoi genitori concessa il giorno 5 marzo. In seguito, il tribunale competente ha rinnovato la sua detenzione preventiva, prolungando il soggiorno in carcere più volte fino ad oggi. Cittadinanza e libertà per Patrick Zaki. Questa la richiesta di Focus on Africa, una voce che si unisce al coro di milioni di voci che chiedono la sua scarcerazione. Una prigionia ingiusta. Una libertà negata. Non si può restare in silenzio dinanzi a tutto questo. Buon compleanno Patrick. Bologna ti aspetta. Ma anche tutto il resto d’Italia.

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