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Liberate Patrick Zaki, tanti appelli del mondo politico e della società civile

Dopo le notizie in primo piano pubblicate sul nostro giornale, molti sono stati gli appelli lanciati da esponenti politici e privati cittadini della regione Emilia Romagna in favore di Patrick Zaki, lo studente universitario detenuto ingiustamente nelle carceri egiziane, già al suo secondo compleanno festeggiato dietro le sbarre. A seguire alcuni dei messaggi di solidarietà per Patrick Zaki giunti alla nostra redazione:

“È inaccettabile sapere della detenzione di Patrick Zaki e non potere fare nulla per liberarlo. Patrick è un brillante studente, accolto con affetto dalla città di Bologna e detenuto ingiustamente, con accuse infamanti nelle carceri egiziane. Nel 2021 non possiamo assistere ancora a situazioni di questo tipo. Patrick Zaki deve essere immediatamente liberato e deve essergli concessa la cittadinanza italiana. Abbiamo perso Giulio Regeni. Non vogliamo perdere anche lui. Questo è il secondo compleanno di Patrick Zaki in carcere. Lui merita di essere libero di festeggiare con i suoi cari e con tutti quelli che gli vogliono bene, deve essere libero di amare e di esprimere la propria opinione. Non dobbiamo fermarci finché non sarà fatta giustizia. Buon compleanno Patrick”.

(Cristiano Manuele segretario provinciale PSI Parma)

“Mi unisco all’appello in favore di Patrick Zaki, detenuto da un regime autoritario che l’ opinione pubblica italiana ha già avuto modo di “conoscere” nel caso Regeni. Zaki è solo la punta dell’iceberg di un esercito di detenuti politici che hanno la sola colpa di aver espresso un opinione. Basta con l’ipocrisia in nome degli affari. Lo Stato italiano si faccia valere concedendo la cittadinanza a Zaki e ad altri nella sua stessa condizione”.

(Paolo Croci PSI Reggio Emilia)

“Buon compleanno Patrick, ti aspettiamo per festeggiare insieme la tua libertà. La difesa universale dei diritti umani è anche la nostra battaglia. Sempre al tuo fianco”.

(PSI federazione di Bologna)

“Il trentesimo compleanno di Patrick Zaki è una ricorrenza inevitabilmente triste che ci deve spingere a riflettere in profondità sulle implicazioni politiche che l’illegittimo prolungamento della sua detenzione ci pone.
Dal 7 febbraio 2020 Zaki si trova in carcere senza aver commesso nessun reato e le udienze che dovrebbero entrare nel merito della sua illegittima e vergognosa custodia cautelare vengono rinviate periodicamente in spregio a qualsiasi principio di diritto.
Basterebbero queste semplici considerazioni per far capire la brutalità del regime egiziano nei confronti di questo giovane studente, cui non manca l’affetto di compagni e professori dell’Università di Bologna che ne chiedono a gran voce la scarcerazione e il rientro in Italia.
Se c’è chi, nel nostro Paese, sta facendo tanto per tenere vivo l’interesse dell’opinione pubblica su questo tema, va purtroppo registrato che c’è anche chi potrebbe spendere la propria autorità in un tentativo concreto di ottenere la liberazione dello studente italo-egiziano.
Mi riferisco al Governo italiano che, dopo una prima ammissione del Presidente del Consiglio secondo cui l’Esecutivo “non se ne stava occupando”, aveva annunciato a metà aprile di avviare le verifiche necessarie per il conferimento della cittadinanza straordinaria a Zaki. Dopo due mesi di silenzio, ci attendiamo che questo provvedimento sia imminente e che possa essere sanato quanto prima questo grave vulnus alla Libertà ed alla Dignità umana”.

(Francesco Bragagni PSI Rimini)

“Desidero esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza a Patrick Zaki e alla sua famiglia”.

(Andrea Turci PSI Rimini)

“Cosa aspettiamo a dare la cittadinanza italiana a Zaki? Aspettiamo forse un nuovo caso Regeni per dare libero sfogo ad una falsa indignazione da parte dei politici sempre pronti a stendere tappeti alle delegazioni egiziane e aggiungo anche a quelle turche? Sempre pronti a puntare il dito contro Russia e Cina, facendo orecchie e occhi da mercante su quanto avviene in Medio Oriente e Africa? Odio gli indifferenti”.

(Claudio Chierici/Modena)

“Patrick Zaki libero adesso. Cittadinanza e libertà. L’Italia non può restare in silenzio dinanzi a questa violazione dei diritti umani”.

(Simone di Berardino/Felino/PR)

“Patrick sei tutti noi. Ogni giorno di ingiusta detenzione non sono solo una grossa sofferenza per te ma anche un oltraggio alla dignità e alla civiltà che con tanta fatica abbiamo e stiamo conquistando in Italia”.

(Raffaele Crispo ed Elvis Ronzoni/Parma)

“Non ho mai sopportato le ingiustizie. E la vicenda di Patrick Zaki è una vera e propria ingiustizia. Da socialista non posso fare a meno di battermi per lui, per la sua scarcerazione e per il conferimento della cittadinanza italiana a questo ragazzo detenuto ingiustamente nelle carceri egiziane. Forse la storia di Giulio Regeni non ci ha insegnato nulla. Direi proprio di no. Vergogna! Libertà per Patrick Zaki… Avanti!”.

(Nicola Comparato PSI Parma/Felino)

“Patrick Zaki è prigioniero di coscienza. Paga il suo attivismo in difesa dei più deboli e dei diritti umani. Urge una presa di posizione netta in difesa di chi non ha esitato di fronte alle ingiustizie”.

(Alex Scardina PSI Reggio Emilia)

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