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Burkina Faso, l’impegno di CBM nella lotta alla povertà e alle disabilità visive

Il Burkina Faso è uno dei Paesi più poveri dell’Africa sub-sahariana a causa di condizioni climatiche spesso critiche e di condizioni di instabilità politica che si caratterizzano per la forte presenza di gruppi jihadisti. In un territorio in cui l’insicurezza alimentare è un problema cronico, CBM, organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità evitabile, è una voce di speranza. In questo articolo parleremo dei suoi progetti e testimonianze dal mondo concentrandoci proprio sul Burkina Faso.

CBM: un’organizzazione umanitaria per le disabilità visive

CBM (Christian Blind Mission) è un’organizzazione umanitaria internazionale attiva fin dal 1908. La sua mission è da sempre quella di includere e contribuire a una migliore qualità della vita delle persone con disabilità nei Paesi in via di sviluppo di Africa, Asia e America Latina.

Più recente la storia di CBM Italia Onlus, nata a Milano nel 2001, che nel 2020 ha contribuito con 38 progetti in 14 paesi raggiungendo oltre 1 milione di beneficiari, oltre che nei Paesi in via di sviluppo anche nel nostro paese. Tra le campagne promosse particolarmente importante quella Break the Cycle per spezzare il ciclo che lega disabilità e povertà. Gli Stati interessati sono 12, i progetti 26; tra questi c’è il progetto Coltivare l’inclusione – sicurezza alimentare e resilienza delle famiglie vulnerabili in Burkina Faso,supportato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. CBM si impegna per mettere al centro i diritti delle persone con disabilità secondo pratiche di sicurezza alimentare, educazione e inclusione sociale, lavorando in sinergia con le comunità locali e non lasciando emarginati i soggetti in difficoltà.

Il progetto in Burkina Faso

L’obiettivo del progetto triennale di CBM (2018-2021) è quello di rafforzare la sicurezza alimentare delle famiglie più vulnerabili nella Regione Centro-Sud del Paese, dove quasi la metà della popolazione vive in povertà, con un’attenzione particolare alle persone con disabilità e alle donne, i soggetti più vulnerabili.

Gli interventi attuati riguardano:

 

● Formazione di produttori (di cui circa ⅓ con disabilità) in tecniche di orticoltura, agro-forestazione, allevamento, apicoltura, agro-ecologia applicata e avicoltura di modo da avviare attività agricole e pastorali.
● Formazione di persone, soprattutto donne, in attività generatrici di reddito.
● Sensibilizzazione della autorità comunitarie sull’inclusione delle persone con disabilità.
● Interventi per il miglioramento della rete idrica per portare acqua pulita a più persone possibili.
● Introduzione dei produttori ai servizi di risparmio e di credito.

CBM opera con un’azione a 360° che coinvolge le comunità in modo da poter garantire una qualità della vita migliore. Una parte del progetto è stata dedicata, inoltre, all’Italia.Vediamo come.

La sensibilizzazione in Italia

Il progetto di CBM Italia Onlus della campagna Break the Cycle in Burkina Faso si è caratterizzato per una parte di svolgimento in Italia: durante i tre anni del progetto si sono state realizzate attività di sensibilizzazione nelle scuole primarie sul tema dell’inclusione. Questo attraverso laboratori ludici che hanno portato gli alunni a conoscere meglio il Burkina Faso, le sue condizioni, le sue attività produttive locali. Una cura particolare è stata dedicata ai temi della sicurezza alimentare e dell’inclusione delle persone con disabilità.

Nonostante l’emergenza Covid-19, i laboratori sono andati avanti anche quando le attività didattiche dei bambini italiani sono state fatte a distanza, svolgendosi parzialmente grazie all’impiego della tecnologia digitale.

La storia di Mare Korotimi

Mare è una donna di 55 anni e vive in Burkina Faso. Insieme al marito hanno cinque figli tra i 23 e i 7 anni. Ha una disabilità motoria che le permette di camminare solo con il supporto di un triciclo. È così fin da quando era ragazzina, quando è rimasta paralizzata in seguito a un’iniezione. Nonostante questo, è una donna attiva e trascorre le sue giornate occupandosi della cura della casa e della famiglia; il resto del tempo lo impiega in un’attività commerciale, vendendo condimenti e zucchero. Tra le sue incombenze c’è quella di andare a prendere l’acqua, per la quale percorre quotidianamente una lunga distanza.

Mare è una delle donne che hanno beneficiato del progetto Coltivare l’inclusione – sicurezza alimentare e resilienza delle famiglie vulnerabili in Burkina Faso di CBM Italia Onlus, grazie al quale riesce ad accedere direttamente all’acqua attraverso un pozzo. Avere l’acqua a portata di mano ha cambiato la sua vita, migliorandone il benessere e l’igiene. Non solo, anche il suo piccolo allevamento di 5caprini e ovini ne ha tratto giovamento, essendo gli animali autonomi nell’abbeveramento. Grazie a CBM, la qualità della vita di Mare è molto migliorata.

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