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Etiopia, raid all’interno dei campi rifugiati del Tigray a Shire

Si apprende dagli account social ufficiali di MSF Est Africa che lunedì notte decine di persone presenti nei campi per i rifugiati a Shire, sono state radunate e deportate con la forza dai soldati verso altra destinazione.

Il comunicato continua facendo sapere che il team di MSF sta assistendo al continuo svuotamento di questi campi di accoglienzaperché i residenti scappano per cercare sicurezza in altre aree.

MSF sono profondamente preoccupati per la sicurezza delle persone che vivono nei campi di accoglienza a Shire, soprattutto per la situazione sempre più precaria di coloro che fuggono dai campi verso aree rurali dove è probabile che il loro accesso alle risorse di base e alle cure mediche diventi ancora più scarso.

Fisseha Tekle, ricercatore per Amnesty, ha riportato la sua testimonianza ad AFP Agence France Presse, dicendo che i soldati etiopi ed eritrei lunedì notte hanno fatto un raid all‘ interno dei campi di accoglienza dei rifugiati tigrini: hanno radunato circa 200 civili.

Questa è la più grossa operazione conosciuta verso i campi di sfollati da quando, quasi due mesi fa, il democratico Premier Abiy Amhed Ali ha promesso alla comunità internazionale che le truppe eritree sarebbero uscite dal territorio del Tigray.

Si apprende da Fisseha che i soldati hanno fermato e trattenuto più di 100 civili nel campo di Tsehaye e almeno 76 in un secondo campo noto come Adiwonfito: i civili sono stati picchiati, gli sono stati sequestrati i telefonini e costretti a salire sui camion.

Il ricercatore ha dichiarato che i circa 200 civili presi, per lo più uomini, alcuni adolescenti, sono stati portati in una zona periferica di Shire chiamata Guna.

La popolazione sfollata presente a Shire proviene principalmente da famiglie di contadini che sono state costrette ad abbandonare il Tigray occidentale, dove il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che si stia svolgendo azione di “pulizia etnica”.

Fisseha continua:

“Dalle fonti con cui ho parlato, erano agricoltori nell’ovest prima di essere sfollati. Non è possibile che fossero forze speciali, polizia speciale o milizie del Tigray. È una sorta di arresto di massa senza alcun motivo.”

Un testimone ad Adiwonfito, sfuggito alla retata, ha detto ad AFPche, sebbene in passato si siano verificate detenzioni individuali, questa è la prima volta che i soldati effettuano un arresto di massa.

Un testimone che é voluto rimanere nell’ anonimato ha dichiarato che le persone rimaste “piangono e hanno paura, quindi sonofuggite dai campi”.

Tewodros Aregai, capo ad interim della zona nord occidentale del Tigray, ha detto all’AFP che gli arresti sono stati predisposti a causa di alcuni rapporti secondo cui forze antigovernative si erano infiltrate in quei stessi campi di accoglienza:

“Correva voce che alcune forze si stavano unendo [agli sfollati] dall’esterno e che avessero un piano per fare qualcosa entro tre giorni.”

Ha aggiunto anche che:

Queste informazioni sono state ottenute da funzionari della sicurezza delle forze di difesa etiopi.”

Tewodros Aregai ha anche dichiarato che le operazioni di indagini e monitoraggio della situazione sono in corso e 9 di quei civili sono stati rilasciati martedì notte.

“Stiamo cercando di risolvere il problema… spero che venga risolto in un breve periodo di tempo” ha detto.

Abiy, vincitore del Premio Nobel per la pace 2019, ha inviato truppe nel Tigray lo scorso novembre per arrestare e destituire i leader del partito al governo della regione, il TPLF – Tigray People’s Liberation Front considerato dal governo centrale comedissidente.

Il primo maggio il governo etiope ha dichiarato ufficialmente il TPLF insieme all’ OLA – Oromo Liberation Army alla stregua di gruppi terroristici ed ha etichettato terroristi i loro membri e quindi sospette anche le persone affini a quegli ambienti.

Il Premier ha dichiarato che veloce azione di polizia del 4 novembre 2020 è arrivata in risposta agli attacchi ai campi dell’esercito federale il Northern Command.

Sebbene lo stesso Premier abbia dichiarato la vittoria sul TPLF a fine novembre, più di sei mesi dopo i combattimenti continuano, i rapporti di atrocità e massacri stanno proliferando e la comunità internazionale sta segnalando di una potenziale e sempre più concreta catastrofe umanitaria, tra fame e stupri come armi di guerra e potenziale carestia, tenendo conto anche dell’avanzare del periodo delle piogge.

Domenica 23 Maggio il Segretario americano Blinken ha annunciato restrizioni ai visti e agli aiuti per i funzionari etiopi ed eritrei.

Lunedì 24 Maggio il governo etiope ha etichettato l’ intimazione degli USA come come “sfortunata” e “fuorviante” visto la partnership fra i due Paesi e l’Eritrea ha seguito l’esempio martedì, dicendo di essere “sgomenta” da queste dichiarazioni.

Fisseha martedì a dichiarato all’AFP di aver parlato con più testimoni a Shire.

Gli hanno riferito che i soldati hanno gridato ai civili sfollati mentre li picchiavano per radunarli e prenderli in custodia:

“Vediamo se gli Stati Uniti vi salveranno”.

Come l’ AFP , anche Reuters riporta la notizia del raid e della deportazione di circa 200 civili, ma indica il coinvolgimento di non 2 ma 4 campi profughi e ben 500 civili coinvolti nel fermo, tra cui anche donne.

Questo denota il fatto che bisogna dare quanto prima una risposta trasparente e chiara alla pressante richiesta da parte della comunità internazionale al governo etiope: ormai da diversi mesi chiede di poter avere indagini ed investigazioni da parte di realtà indipendente che possa chiarire fatti, trovare responsabilità e responsabili dei vari crimini, approfondire le ipotesi di crimini di guerra e contro l’umanità perpetuati in Tigray. Anche il governo etiope ha espresso la stessa volontà.

Purtroppo ad oggi tutto quello che si sa è che l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite Michelle Bachelet il 15 marzo ha accettato ufficialmente l’invito da parte della Commissione per i Diritti Umani Etiope per collaborare in maniera congiunta alle indagini: per ora non sembrano esserci altre informazioni sostanziali a riguardo.

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