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RDC, naufragio di un battello sul fiume Congo. Oltre 60 vittime

 

Nella notte tra lunedì 4 e martedì 5 ottobre, nei pressi del villaggio di Engengele, a 24 km dal capoluogo Bumba, nella provincia di Mongala, nord-ovest della Repubblica Democratica del Congo, sul grande fiume Congo è naufragato un battello con circa 300 passeggeri. L’imbarcazione navigava al buio e con il maltempo; le autorità hanno sottolineato che era sovraccarica e strutturalmente precaria. Secondo Nestor Magdabo portavoce del governo locale di Mongala raggiunto da RFI, la barca non era nemmeno definibile tale: “Hanno semplicemente collegato nove canoe a forma di zattera, con liane improvvisate…”.

Dai soccorsi, i corpi esanimi recuperati sono 61, 38 uomini, 13 donne e 10 bambini, mentre i sopravvissuti sono una quarantina; altre decine di persone sono invece ancora disperse, ma è impossibile sapere esattamente quante perché, in assenza di un numero certo di passeggeri, quello dei dispersi non può essere che una stima basata sul numero approssimativo di persone che l’imbarcazione potrebbe contenere. Il bilancio delle vittime, dunque, non può che essere molto più grave.

A bordo c’erano molti studenti che tornavano a Bumba per seguire i loro corsi, ma anche commercianti, madri ambulanti e tanti altri tipi di persone. Secondo Magdabo, i proprietari delle barche sono scappati, ma “le forze dell’ordine sono mobilitate per trovarli”.

L’area soffre una grave carenza di infrastrutture di comunicazione: le strade sono poche, sterrate e fangose; per permettere la circolazione di persone e merci vi sono solo il fiume e i suoi affluenti, ma mancano i né mezzi di trasporto. In tal modo, le imbarcazioni raffazzonate sono la regola, così come la presenza di passeggeri senza biglietto. Ne consegue che il numero esatto di persone a bordo è sempre sconosciuto e, soprattutto, sempre oltre la soglia di sicurezza.

La RDC è Paese vastissimo con pochissime strade percorribili, per cui spesso i viaggi sono possibili solo attraverso il fiume Congo e i suoi affluenti, oltre che sui laghi orientali del Kivu e del Tanganyika. I naufragi, dunque, sono purtroppo molto frequenti, spesso per questioni di sovraffollamento e per la mancanza di giubbotti di salvataggio.

Da ieri, lunedì 11 ottobre, la provincia di Mongala ha dichiarato tre giorni di lutt

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