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RD Congo, almeno 60 morti nel deragliamento di un treno merci

Nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 marzo, alle 23:50, nella provincia di Lualaba, nel sud della Repubblica Democratica del Congo, è avvenuto un grave incidente ferroviario, in cui sono morte almeno 61 persone e altre 52 sono rimaste ferite, alcune in modo preoccupante. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio.
Si trattava di un treno merci della compagnia ferroviaria pubblica congolese (SNCC) destinato alla città mineraria di Tenke, a circa 200 km da Kolwezi, capoluogo della provincia, e su cui viaggiavano “diverse centinaia di passeggeri illegali“, come ha riferito Marc Manyonga Ndambo, direttore delle infrastrutture della SNCC.

Secondo l’amministratrice locale Clémentine Lutanda, l’incidente è avvenuto per un cedimento della vecchia locomotiva: impegnata in un forte pendio vicino al villaggio di Buyofwe, “in un luogo dove ci sono numerosi burroni“, per mancanza di sufficiente energia e a causa del sovraccarico il convoglio ha ceduto e 7 dei 15 vagoni sono deragliati nella scarpata. Lutanda ha aggiunto che sul posto si sono recati la Croce Rossa e gli Scout: “Abbiamo comprato le lenzuola per poter seppellire i morti. I feriti sono tra Lubudi e Luena, alcuni gravi. Ci sono anche dei bambini abbandonati, come ad esempio un bambino di due anni, i cui due genitori sono morti sul colpo“. Secondo un altro funzionario provinciale, Jean-Serge Lumu, “le famiglie hanno recuperato sette corpi, ma altri 53 cadaveri sono ancora sul luogo dell’incidente“.

Nella Repubblica Democratica del Congo la precarietà delle infrastrutture è molto alta: le persone usano i treni merci per percorrere lunghe distanze, dal momento che mancano treni passeggeri o strade percorribili. Questo le espone a rischi elevati, infatti gli incidenti ferroviari sono frequenti, come nell’ottobre 2021, quando morirono 9 persone per il deragliamento di un treno nella città di Kenzenze, o come nel 2019, quando ne morirono almeno 24 per una disgrazia simile vicino Bena Leka. Anche le vie d’acqua sono poco sicure, infatti sono ricorrenti pure i naufragi di battelli sovraccarichi sui laghi e sui fiumi del Paese, come nell’ottobre 2021, quando annegarono almeno 60 persone.

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