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Etiopia e l’inferno in Tigray.

Etiopia e l’inferno creato dal blocco umanitario in Tigray

La catastrofe umanitaria è in atto in Tigray. In quello stato regionale d’Etiopia in cui 14 mesi fa, nel novembre 2020 è iniziata una guerra dai risvolti etnici e genocidi, presentata dal governo centrale come veloce azione di polizia per bloccare i dissidenti membri del partito TPLF – Tigray People’s Liberation Front.

Le conseguenze sono state già nell’ immediato disastrose dal punto di vista umanitario per il popolo tigrino, per i rifugiati eritrei nei campi IDP ed anche per le minoranze etniche presenti nella nello stato regionale.

Guerra in un Tigray isolato dal resto del mondo, bloccato nelle comunicazioni, come bloccato l’accesso alla quasi totalità per volontà politica, ed oggi sempre più esplicite le cause per mancanza di materiale salvavita e per insicurezza vitale anche per gli stessi operatori umnaitari.

Il Direttore Generale dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha condiviso un tweet dichiarando che:

‘Inferno’ creato dal blocco del Tigray, ‘insulto’ all’umanità”

Ai media ha aggiunto:

“In nessuna parte del mondo stiamo assistendo all’inferno come nel Tigray.”

“Vengo da quella regione”, ha detto, aggiungendo però che “lo sto dicendo senza pregiudizi. La situazione è seria.”

Immaginate un blocco completo di sette milioni di persone per più di un anno. E non c’è cibo. Non ci sono farmaci, né medicine. Niente elettricità. Niente telecomunicazioni. Niente media ha detto.

Ha aggiunto che perfino nei martoriati Yemen e Siria c’è l’accesso umanitario, che è basilare, fondamentale e garantito, cosa che non accade da un anno in Tigray.

Ha anche sottolineato che ora ci sono stati attacchi mortali di droni quasi quotidiani nella regione colpita dalla guerra (qui un Approfondimento di Focus on Africa : centinaia di morti per attacchi aerei droni solo nelle ultime settimane).


Approfondimenti sull’Etiopia:
https://www.focusonafrica.info/?s=etiopia&lang=it


Ci sono milioni di etiopi che, non solo in Tigray, ma anche nella regione Amhara ed Afar, sono stati sfollati a causa del conflitto e che oggi in alcune zone stanno aspettando il supporto umanitario.

Situation Report - Ethiopia - Northern Ethiopia Humanitarian Update - 14 Jan 2022
Situation Report – Ethiopia – Northern Ethiopia Humanitarian Update – 14 Jan 2022

Nel Tigray ancora assediato nella zona di Irob dalle truppe eritree, alleate delle forze di difesa etiope – ENDF e dei militari amhara, che occupano la zona occidentale tigrina, le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite recentemente hanno gettato la spugna nell’ area di Dedebit, area che è stata soggetta ad un attacco droni che ha ucciso 57 persone e ne ha ferite più di un centinaio anche in maniera grave.

Per mancanza di materiale e per l’insicurezza degli stessi umanitari, le Nazioni Unite hanno dichiarato che si sono ritirate dall’area: sono state poco meno di una trentina le vittime, gli umanitari uccisi in poco più di un anno di guerra dai risvolti genocidi.


Aggiornamento da MSF – Medici Senza Frontiere sui 3 medici uccisi
Etiopia: ancora nessuna luce sulle responsabilità dell’uccisione dei tre operatori nel Tigray


Sabato 15 gennaio, indiscrezioni portano alla luce un ennesimo attacco droni, che attualmente non è verificabile in maniera indipendente, ma dalle nostre fonti ci segnalano che avrebbe fatto ulteriori vittime e feriti fra i civili a Korem nel Tigray meridionale a qualche chilometro da Alamata, luogo del più grande massacro di civili per mezzo di raid aereo avvenuto il 16 dicembre 2020 in area pubblica in cui si svolgeva mercato. Anche Maychew e Samre, secondo un tweet del portavoce del TPLF, Gatachew Reda, sarebbero stati attaccati e ci sarebbero nuove vittime tra i civili.

Report delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite

Il 14 gennaio 2021 il WFP – World Food Programme ha condiviso un comunicato:

Niente cibo, niente carburante, niente finanziamenti: le operazioni del WFP nell’Etiopia settentrionale si stanno fermando

“Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) oggi ha avvertito che le sue operazioni di assistenza alimentare salvavita nel nord dell’Etiopia stanno per fermarsi perché intensi combattimenti hanno bloccato il passaggio di carburante e cibo.”

L’escalation del conflitto nel nord dell’Etiopia significa che nessun convoglio del WFP ha raggiunto Mekelle da metà dicembre 2021. Le scorte di cibo per il trattamento di bambini e donne malnutriti sono ora esaurite e gli ultimi cereali, legumi e olio del WFP saranno distribuiti la prossima settimana.

Ora dobbiamo scegliere chi soffre la fame per evitare che un altro muoia di fame”, ha affermato Michael Dunford, Direttore Regionale del WFP per l’Africa Orientale.

Abbiamo bisogno di garanzie immediate da tutte le parti in conflitto per corridoi umanitari sicuri e protetti, attraverso tutte le rotte, attraverso il nord dell’Etiopia. Le forniture umanitarie semplicemente non stanno fluendo al ritmo e alla scala necessari. La mancanza di cibo e carburante significa che siamo stati in grado di raggiungere solo il 20% di quelli che avremmo dovuto avere in quest’ultima distribuzione nel Tigray. Siamo sull’orlo di un disastro umanitario”.

A più di un anno dall’inizio del conflitto nel nord dell’Etiopia, si stima che 9,4 milioni di persone necessitino di assistenza alimentare umanitaria. Si tratta di un aumento di 2,7 milioni rispetto a soli quattro mesi fa, il numero più alto mai raggiunto. Allo stesso tempo, a causa dei combattimenti, le distribuzioni di cibo sono ai minimi storici.

Il WFP prevede di raggiungere 2,1 milioni di persone con assistenza alimentare nel Tigray; 650.000 ad Amhara; e 534.000 nella regione di Afar.

Il WFP avverte inoltre che probabilmente da febbraio finiranno le scorte di cibo e nutrizione per milioni di persone in tutta l’Etiopia a causa di una mancanza di fondi senza precedenti. Il WFP chiede ulteriori 337 milioni di dollari per fornire la sua risposta di assistenza alimentare di emergenza nell’Etiopia settentrionale e 170 milioni di dollari per raggiungere le persone colpite dalla grave siccità nella regione somala nei prossimi sei mesi.

Bambini, stato di malnutrizione grave e mancanza di cibo.

Intanto quasi la totalità degli ospedali e strutture sanitarie in Tigray restano non operative e quelle poche strutture attive sono in carenza di scorte medicali, oltre che farmaci salva vita anche medicinali da banco.

“Molti bambini muoiono a casa per grave malnutrizione”, afferma un medico del Semema Hospital nel Adet, distretto in Tigray, aggiungendo:

“Niente carburante significa niente trasporto. E i genitori sono troppo affamati per andare agli ospedali a piedi. Anche se vengono nel nostro ospedale, non ricevono cure mediche perché abbiamo esaurito le scorte mediche, anche i farmaci scaduti. MSF – Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa Internazionale ci sostenevano, ma ora hanno tutti sospeso le loro operazioni”.

Mancanza di materiale sanitario di emergenza e di base

L’ Ospedale Ayder – College of Health Sciences, Mekelle University, un ospedale che era appena meglio di un ricovero di campagna nei primi giorni della sua istituzione, è diventato un centro di riferimento specializzato un decennio dopo e ha servito un bacino di utenza di 9 milioni di persone dal Tigray e delle regioni di Afar e Amhara. Oggi si trova a dover riciclare i guanti chirurgici come viene testimoniato da un video, e questo è solo un problema minore, come attesta il comunicato appello dei medici ed altri professionisti che hanno pubblicato una decina di giorni fa.

In una recente testimonianza del Dott. Kibrom Hilfu, un oncologo che lavora presso l’ospedale Ayder:

“Stavamo curando i malati con le medicine scadute, ora non abbiamo più neanche quelle” emozionandosi e piangendo davanti alle telecamere per lo sconforto di impotenza davanti a questa disumanità.

VIDEO: https://youtu.be/akFzVBk-ygo?t=1238

Qualche aggiornamento sulla situazione socio politica

Dopo 14 mesi, il 13 gennaio 2022, anche la Commissione del Nobel ha preso posizione dichiarando che:

Come Primo Ministro Abiy Ahmed Ali e Premio Nobel per la Pace ha una responsabilità speciale per porre fine al conflitto e contribuire alla pace.”

Il Primo Ministro Abiy Ahmed Ali, ha ricevuto il premio Nobel nel 2019 per aver siglato l’accordo di pace con Isaias Afewerki, presidente dell’Eritrea e primo alleato militare nella guerra attuale in Etiopia insieme agli amhara. Con la liberazione recente di alcuni ex politici del TPLF e Oromo da parte del Premier etiope, il Premier etiope ha dato un segnale che la comunità occidentale, a partire dagli USA del presidente Joe Biden, ha visto come segnale positivo e ricerca di mediazione pacifica. Di tutt’altro parere i leader politici alleati amhara, l’opposizione e il presidente Afwerki che hanno dato all’operato ed alle scelte del Premier una connotazione di debolezza e di non perseguire fino in fondo l’obiettivo: annientare e sradicare ad ogni costo il TPLF ed ogni aspetto che rappresenta. Le truppe eritree infatti, dopo che il TDF – Tigray Defence Forces si è ritirato nella regione tigrina, hanno continuato anche recentemente a bombardare il Tigray.

#Ethiopia files an objection to the misconduct of #WHO Director-General, @DrTedros #Ethiopia files an objection to the misconduct of #WHO Director-General, @DrTedros

Dopo le dichiarazioni del Direttore Generale dell’OMS, il governo etiope per lotta di potere, ha dichiarato di aver inviato una lettera all’organizzazione Mondiale della Sanità per chiedere approfondimenti e garanzia di un operato neutrale passato e presente del Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus perché imputato di essere schierato e di supporto alle “strategie terroristiche” del TPLF: il Dott. Tedros con le sue ultime dichiarazioni si è solo schierato con la parte umanitaria, con il suo popolo d’origine e con tutti gli etiopi che stanno soffrendo per una guerra non loro.

Nella lettera del Ministero degli Esteri Etiope si legge:

“Lui (il dottor Tedros dell’OMS n.d.r.) non è stato all’altezza dell’integrità e delle aspettative professionali richieste dal suo ufficio e dalla sua posizione”, si legge nella lettera inviata al Consiglio. “Ha interferito con gli affari interni dell’Etiopia, comprese le relazioni dell’Etiopia con lo stato dell’Eritrea continua come membro attivo e sostenitore del TPLF che è stato bandito come gruppo terroristico dal parlamento etiope”, ha aggiunto. 

“Attraverso i suoi atti, (Tedros) ha diffuso disinformazione dannosa e ha compromesso la reputazione, l’indipendenza e la credibilità dell’OMS”

Non tarda ad arrivare la risposta dell’ OMS -Organizzazione Mondiale della Sanità:

L’OMS ha dichiarato sabato che il governo etiope “Dal 15 luglio 2021, all’OMS è stato impedito di fornire forniture sanitarie al Tigray nonostante le molteplici richieste alle autorità etiopi” affermando di aver ripetutamente chiesto un accesso urgente e senza ostacoli per fornire forniture sanitarie alla popolazione tigrina. L’Etiopia di Abiy Ahmed Ali, venerdì ha ritirato il sostegno al suo cittadino, Tedros, dopo le sue osservazioni secondo cui il governo sta bloccando gli aiuti umanitari alla regione, un’accusa che l’Etiopia nega.

L’ OMS “Continuerà a chiedere al governo etiope di consentire l’accesso per fornire forniture e servizi umanitari ai 7 milioni di persone nel Tigray, in Etiopia, che vivono sotto il blocco de facto …”

L’OMS ha affermato anche che, come in tutti i conflitti, il suo appello fondamentale e quello della comunità internazionale è di accedere alle popolazioni colpite in modo tale che i civili colpiti, compresi gli sfollati, siano sani e salvi. “Questo deve essere così per il Tigray e altrove nel nord dell’Etiopia”.

Oggi, gennaio 2022, da 14 mesi, gli etiopi di origine tigrina si trova stritolati in una morsa che non vede ancora soluzione: da una parte il supporto umanitario sempre meno presente dettato per scelte politiche e per la stessa insicurezza degli operatori umanitari e dall’altro la guerra di potere tra gli alleati che si sono schierati contro il partito del Tigray People’s Liberation Front. TPLF che fino a prima del novembre 2020, ha amministrato lo stato regionale del Tigray e per 27 anni è stato capo coalizione del governo etiope.


Credits Foto di copertina : AP – Associated Press

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