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Etiopia. Almeno 100 studenti universitari rapiti da uomini armati

Etiopia. Almeno 100 studenti universitari sono stati rapiti in Oromia mercoledì 3 Luglio da un gruppo armato mentre viaggiavano da Debarq e da Bahir Dar verso Addis Abeba.

Gli studenti viaggiavano su tre autobus di linea, insieme ad altre persone, quando sono stati fermati e fatti scendere da alcuni miliziani, nella zona di Tulu Milki e Gerba Guracha, circa 155 km a nord ovest della capitale.

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Gli studenti che sono riusciti a fuggire all’agguato hanno riferito alla BBC che gli uomini erano pesantemente armati, con fucili d’assalto e da cecchino ed avrebbero costretto tutti i presenti a scendere dagli autobus per poi portarli nelle foreste vicine.

I testimoni, degli studenti che sono riusciti a scampare al rapimento, avrebbero trovato riparo in una casa di un contadino a circa 5 km di distanza dal luogo dell’imboscata, eludendo il controllo dei militanti. Hanno riferito anche che ad un certo punto, all’arrivo delle forze federali, vi è stato uno scontro a fuoco con i militanti che fuggivano dalla zona.

Hanno riferito anche che sui bus non vi erano solamente gli studenti partiti dalla regione Amhara, ma anche circa 30 civili, tra i quali donne e bambini e che coloro che oggi mancano all’appello sarebbero in totale 130.

Dal racconto dei familiari, intervistati dai media locali, i rapitori avrebbero richiesto un riscatto alle famiglie dei rapiti di 700000 birr, somme davvero al di fuori della portata di famiglie di agricoltori e braccianti. I rapitori hanno avvertito: “Se non paghi 700.000 Birr in tre giorni, lo uccideremo“.

Non abbiamo la capacità di pagare nemmeno 7.000 Birr, figuriamoci 700.000 Birrhanno riferito le famiglie ai media.

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Secondo la BBC Amharic, i dettagli sul gruppo responsabile del rapimento e l’attuale luogo in cui si trovano gli studenti rimangono poco chiari, nelle ultime ore però l’ipotesi che i responsabili dei rapimenti siano militanti dell’OLA, sta pian piano trovando conferma.

Di recente si è registrata un’impennata di atti legati ai rapimenti di singoli cittadini (anche stranieri), operai edili, dipendenti di imprese statali come Ethiopian Electric Power e persino agricoltori. Le vittime spesso accusano i membri dell’Esercito di liberazione Oromo (OLA) e dell’apparato di sicurezza del governo regionale.

Nel suo terzo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani pubblicato venerdì, #EHRC ha evidenziato un aumento dei rapimenti a scopo di riscatto che hanno colpito sia le regioni di Oromia che quelle di Amhara.
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