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Nigeria, la speranza dei bambini di Happy Home e il dramma del popolo dell’ex Biafra

Grande gioia nel ritrovare dopo 2 anni i nostri numerosi amici, ma soprattutto i bambini di Happy home, cresciuti in maniera esponenziale come solo i bambini sanno fare.

La soddisfazione che alimenta la certezza che qualcosa di positivo si sta facendo ci è stata donata dai nostri 7 ragazzi che frequentano le varie università dell’Imo State e soprattutto da quelli dei quali avevamo dubitato.

Un ritorno idilliaco dal punto di vista dell’affetto e della gratificazione anche il ritrovare il gruppo sportivo; i ragazzi ed i preparatori atletici mantengono in modo egregio le strutture e continuano a diffondere la cultura dello sport.

Tanti incontri tante richieste, tante aspettative che l’associazione teme di non essere in grado di soddisfare in un momento così globalmente difficile.

Per quasi 2 anni si è sempre guardato al Covid riferito all’Africa nera con perplessità e diffidenza, pensando che i dati conosciuti non fossero veritieri data l’ampiezza dei territori e la difficoltà di connettersi con alcune aree.

Il tutto però ci è stato chiarito dalla frase del direttore dell’Holy Rosary Hospital di Emekuku.

(Ospedale della Diocesi di Owerri con 64 medici e varie scuole sanitarie) “Abbiamo temuto e tremato molto per voi, noi non abbiamo sofferto, non abbiamo avuto perdite, il nostro forte sole ci ha salvato”. Abbiamo incontrato molti medici sul territorio e partecipando ad un congresso medico ad Abuja e sappiamo con certezza che la percentuale dei medici vaccinati è del 2.5%. In compenso tutti gli altri problemi inerenti alla sanità sono ancora lì, presenti e drammatici.

La morte delle donne in gravidanza e per gravidanza, le morti per incidenti cardio-circolatori, le complicanze del diabete, la problematica della mal nutrizione e l’accrescimento delle forme tumorali sono in accrescimento.

Su tutto il territorio dell’Imo State è tangibile il malcontento verso il governo locale ed il governo federale. Gli Stati del Sud-est dell’ex Biafra vogliono l’indipendenza anche se per ora non vogliono scendere in guerra ma purtroppo ci sono frange giovanili molto violente che uccidono in alcune zone ben delimitate. In compenso una parte della popolazione di alcuni local governament dell’Imo State sta sviluppando con grinta e conoscenza l’agricoltura per raggiungere un auto sufficienza alimentare. Stanno nascendo le prime cooperative che favoriscono anche nuove coltivazioni, come i funghi ad esempio.

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