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Summit Italia-Africa, l’imbarazzante presenza del vicepresidente della Guinea Equatoriale

L’imbarazzo più grande per il governo Meloni ha il volto del vice-presidente della Guinea equatoriale Teodoro Nguema Obiang, di cui abbiamo ampiamente scritto, le accuse e del mandato di arresto internazionale che pende sul suo capo.

Con una interrogazione parlamentare, le opposizioni “informano” il ministro degli esteri della scottante situazione e chiede chiarimenti.

Il 29 gennaio 2024, infatti, il vice-presidente della Guinea equatoriale, Teodorin Nguema, è stato in visita ufficiale in Italia, per partecipare al vertice Italia.

Il padre di Teodorin, Teodoro Obiang Nguema, è al potere dal 1979 ed è uno dei dittatori più corrotti e crudeli dell’Africa.

Nel 2012 il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha aperto un processo a carico di Teodorin Nguema per corruzione; due anni dopo, il vice-presidente ha patteggiato, ma non ha mai onorato l’accordo.

Nel 2012 la giustizia francese ha sequestrato a Teodorin Nguema beni per oltre 100 milioni di euro.

Nel 2016 l’Interpol ha emesso contro il vice-presidente un mandato d’arresto per corruzione e riciclaggio.

Nel 2017 il Tribunale di Parigi lo ha condannato, in contumacia, a tre anni di carcere.

Inoltre, il 18 settembre 2018 il cittadino italiano Fulgencio Obiang Esono è stato arrestato e, dopo un processo farsa, è stato condannato per motivi politici a 59 anni di carcere. L’ingegner Obiang Esono è tuttora detenuto in Guinea equatoriale.

Ciò premesso, l’interrogazione chiede al ministro Tajani, come mai il governo italiano abbia invitato in Italia un latitante?

Perché il latitante Teodorin Nguema non è stato arrestato durante la sua visita a Roma del 29 gennaio scorso?

Infine,  quali misure intende prendere il governo italiano per la liberazione del cittadino italiano Fulgencio Obiang Esono o, in subordine, per la sua estradizione in Italia?
La parola passa al Goverbo, se mai risponderà.

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