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Nigeria, annullata la condanna a morte del cantante “blasfemo”

Una corte d’appello della Nigeria ha annullato, e meno male, la condanna a morte del 22enne Yahaya Aminu-Sharif, che il 10 agosto 2020 un tribunale islamico aveva giudicato colpevole di “blasfemia” e dunque destinato all’impiccagione. 

Il giudice della corte d’appello ha disposto un nuovo processo, poiché il precedente era stato viziato da irregolarità tali da aver violato la costituzione nigeriana, la Carta africana dei diritti umani e dei popoli e la Dichiarazione universale dei diritti umani. 

Aminu-Sharif, un giovane musicista dello stato di Kano, era stato ritenuto colpevole di “offesa al sentimento religioso, in violazione dell’articolo 382 del codice penale della shari’a” per i versi delle sue canzoni, in un tripudio di esultanza popolare e del governatore locale.  Ma ora si ricomincia da capo, con la speranza che si arrivi

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