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Metaverso, una grande occasione per la creatività africana

La nuova promessa della tecnologia mondiale si chiama metaverso. Qualunque cosa sia, il metaverso può essere inteso come una internet a tre dimensioni, spaziale, composta da ambienti diversi (i “mondi”) tra i quali muoversi sia a piedi, sia volando, sia con teletrasporto immediato.

Come già per la classica versione di Internet, la nuova infrastruttura sarà disponibile anche dove non ci sono altre infrastrutture, ovvero strade, autostrade e banche. Il metaverso richiede grossi investimenti e si propone come modello di riferimento anche per altri servizi informatici (intelligenza artificiale, quantum computing) che inizieranno a modificarsi per ottimizzare tempi e costi.

Non è ancora certo che il metaverso si svilupperà nell’ampiezza annunciata da molti. Anche uno sviluppo parziale, comunque, creerebbe nuove competenze e quindi nuovo lavoro di una certa durata temporale, che potrebbero portare reddito anche in zone finora meno infrastrutturate come varie zone dell’America del Sud dell’Asia e soprattutto dell’Africa.

Le dimensioni delle varie aree geografiche e delle relative popolazioni sfuggono alla maggior parte delle persone. Cina e India hanno circa la stessa popolazione di 1,4 miliardi di persone, ma la superficie della Cina è circa il triplo.

Spesso si dice che lo Stato più digitale al mondo è l’Estonia, che però è piccolo (45 mila Kmq), privo di montagne, poco popoloso e in pace. L’Africa, che è un continente, è vasta 30 milioni di kmq ed ha deserti, monti e lotte intestine. Qualsiasi infrastruttura in Africa è una sfida molto, molto grande. E il metaverso è un servizio digitale che viene erogato attraverso una infrastruttura di comunicazione più potente dell’attuale Internet.

Cos’è il metaverso?

Il metaverso è un’evoluzione tridimensionale del web. Internet è un sistema per trovare ed organizzare informazioni, e il web ne è una versione grafica. Interroghiamo Internet collegandoci a siti, leggendo e scambiando informazioni di tipo testo, audio e videoimmagini che riceviamo su uno schermo con o senza audio. Nel metaverso ci colleghiamo in tre dimensioni, con un visore che alloggia due schermi che insieme danno ai nostri sensi una immagine realistica con profondità, nella quale ci muoviamo anche fisicamente. Anziché vedere una foto di un negozio o di una località turistica, possiamo muoverci al suo interno. Se volete saperne di più, un mio articolo più ampio (in inglese) è disponibile a questo indirizzo.

Ovviamente questa evoluzione non si è ancora realizzata appieno, ma molte multinazionali stanno investendo grandi cifre per indirizzare la tecnologia in questa direzione.

Tra queste troviamo la statunitense Meta e l’africana MTN. Qual è quindi la situazione in Africa?

La situazione in Africa

La differenza tra Africa e mondo ricco è sotto gli occhi di tutti. Nel mondo ricco è molto ampia la disponibilità di “costruttori” di questo mondo, che possiamo anche chiamare software developer. Sono aziende o professionisti che propongono servizi e un ampio pubblico pronto ad acquistare costosi visori e di reti di prestazioni sempre crescenti.

 

Dal punto di vista dei consumatori, il Metaverso ha pochissimi possibili acquirenti in Africa, ma c’è una certa disponibilità di fornitori di servizi e sviluppatori di software. Questi professionisti hanno una limitata possibilità di vendere localmente le proprie competenze e rivolgersi alle nuove generazioni.

Qualsiasi espansione della rete e dell’infrastruttura informatica nel Continente, invece, si traduce direttamente in più lavoro. Kenya, Nigeria, Ruanda o qualsiasi altra località possono vendere più facilmente questi servizi se la Rete li connette al mondo. Noi europei abbiamo da poco compreso il valore del lavoro a distanza: in Africa quella possibilità avrebbe un valore estremamente più alto.

Le Reti di telecomunicazione si stanno sviluppando e la disponibilità di telelavoro qualificato per clienti dei Paesi più ricchi, quindi, si espanderà ben prima che si formi un mercato di consumo interno.

Le Reti spostano dati da e verso centri di elaborazione dati detti data centers. Lo scarso numero di data center e la disponibilità di pochi collegamenti, per lo più diretti tra una città africana e una città europea, ha portato a una colonizzazione del traffico africano, che viene gestito da servizi per lo più statunitensi.

La stessa cosa è successa con il traffico europeo e solo negli ultimi anni si sta cercando una strategia di indipendenza. Analogamente, reti e data center inter-africani sono estremamente necessari.

Data center africani

L’evoluzione del numero di data center e la diminuzione dei prezzi ha portato ad uno spostamento del traffico che prima era rivolto quasi sempre verso l’Europa. I servizi cloud, però, sono ancora quelli sviluppati negli US. il traffico inter-africano, con generazione e fruizione di contenuti africani all’interno del continente in alcune regioni sta aumentando, anche grazie a particolari servizi locali detti Edge computing dei quali si sente parlare, per esempio in Sud Africa.

Oltre alla banda mobile sta aumentando anche il numero di abbonamenti su linea fissa su linea terrestre. Diamo un’occhiata alla situazione delle telecomunicazioni nel grande continente africano.

Rete wireless 3G/4G/5G

La rete africana è scarsa, lenta e molto costosa. C’è poca rete fissa, mentre il wireless è spesso in 3G. Anche la disponibilità di 4G è ridotta. In alcune aree si sta diffondendo il 5G, a macchia di leopardo sia come città, sia come Paesi: Sudafrica, Kenya, Nigeria, Tanzania sono tra i primi.

Pensare su scala continentale è oggi molto difficile.

Rete satellitare

 

Sarebbe più lecito sperare che il collegamento provenisse dal cielo, via satellite. Starlink di Elon Musk è composto da migliaia di satelliti che formano un’infrastruttura globale, veloce ma con notevole ritardo, poiché comunica con satelliti molto lontani dalla superficie terrestre.

A metà del 2022, Starlink ha iniziato a fornire servizi in Africa. Inizialmente, i suoi prezzi sono molto alti rispetto al reddito medio della stragrande maggioranza dei luoghi. I primi due stati serviti saranno Nigeria e Mozambico, con velocità superiori ai 100 Mb/s. Ovviamente in questo caso, anche con un prezzo volutamente basso, il numero di utenti sarebbe molto basso per molto tempo.

Metaversi africani

Immaginando che il futuro dei social network aggiunga una terza dimensione, Facebook ha puntato tutto in questa direzione, addirittura cambiando il nome in Meta. La sua proposta punta anche sull’Africa: l’azienda di Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Meta, ha infatti annunciato programmi d’investimento in 16 Paesi africani per 50 milioni di dollari in due anni. Secondo alcune fonti, l’investimento aumenterà il PIL dei 16 Paesi di 40B$ nei prossimi anni. Contemporaneamente la AR/VR African Metathon, la maratona (hackathon) per la realtà virtuale ed aumentata in Africa della nigeriana Imisi 3D, è arrivata all’edizione 2022..

Un’altra iniziativa in questa direzione è Africarare, il multiverso di MTN. Nel 2021 l’operatore telefonico panafricano ha un’esperienza di realtà virtuale 3D ambientata a Ubuntuland e collegata ad un’economia con una valuta virtuale. Si tratta di uno dei mondi che dovrebbero confluire nel metaverso complessivo.

Alcune realtà europee ed africane hanno investito in Africarare. L’austriaca WDL (World Data Lab) ha acquisito un villaggio da 36 lotti per una Data Science Metaversity ed altre iniziative virtuali. MTN ha allestito un’area da 144 lotti.

Molta l’arte africana presente fin dall’inizio: le gallerie permanenti Mila (tradition) e Inuka (rise), gli avatar modellati sulla bizzarra tribù dei Normunda del sudafricano Norman Catherine e la musica di Boity (Boitumelo Thulo), artista a tutto tondo tra rap, TV e business, che ha anche lanciato diecimila avatar.

Altre iniziative attese sono le DAO (distributed autonomous organisation), aziende interamente controllate da un software particolare e il play-to-earn gaming, che collega un gioco semplice del tipo di Pokèmon al possesso di personaggi ed accessori che in quanto NFT possono avere un valore anche alto.

 

Conclusioni

Il metaverso è una grande opportunità di telelavoro qualificato. Anche per il metaverso, come per le occasioni precedenti, l’Africa è bloccata dalla lotta tra sviluppo e colonialismo. La questione degli investimenti nelle varie macroaree è oggi regolata da complesse regole internazionali che stanno cambiando sotto ai nostri occhi. D’altronde la politica è cambiata su scala globale e la cooperazione assume forme sempre nuove. La pressione della Cina ha modificato gli approcci delle altre macro-economie, compresi USA, UE e anche Giappone.

Forse le connessioni satellitari e i datacenter locali permetteranno quel cambiamento di rotta che permetterà la vendita diretta della ricca creatività africana al resto del mondo.

 

Didascalie

African girl (immagine di copertina)

Una ragazza africana nel Metaverso immaginata da Dall-e, il generatore di immagini basato sull’intelligenza artificial

Virtual world

Un mondo virtuale immaginato da Dall-e, il generatore di immagini basato sull’intelligenza artificiale

 

 

Africarare 01, 02 e 03

Alcune immagini dal mondo virtuale AfricaRare.

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