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Etiopia, Oltre 180000 Persone In Tigray Stanno Morendo Senza Cure Mediche

Etiopia, oltre 180000 persone in Tigray stanno morendo senza cure mediche

Il Tigray sta iniziando ad avere sempre più visibilità sotto il riflettori della comunità internazionale.

Le notizie e gli aggiornamenti nell’ultima settimana stanno aumentando sempre più sia dal punto di vista di uscita di nuove indiscrezioni e conferme su massacri, violenze ed abusi creati dalla guerra e dai conflitti, si da punto di vista socio politico.

Una storia vera, una tra le tante..

All’ inizio di febbraio un mio contatto mi racconta al telefono di cosa è successo a suo fratello che chiamerò Isaias (nome inventato per mantenere anonimato e sicurezza del mio contatto), che da Adigrat aveva organizzato di farsi accompagnare all’ ospedale di Mekellé per una visita di controllo in quanto ha problemi di diabete.

Tutto questo capitava un po prima che scoppiasse la guerra di novembre 2020.

Ha dovuto rimandare, perché se anche avesse voluto, l’accompagnatore nel mentre aveva perso il suo mezzo di trasporto, il suo fuoristrada che utilizzava anche per lavoro.

Gli era stato sottratto, rubato dalle truppe eritree che, come prassi comune, hanno invaso, distrutto e saccheggiato ospedali, scuole, case e sedi di O.N.G.

Fortunatamente Isaias ad inizio 2021 è riuscito a trovare l’occasione e la soluzione per arrivare all’ ospedale di Mekellé dove potersi far visitare.

Questa è una delle testimonianze, che fortunatamente per il mio amico, è andata a buon fine.

Report: impatto della Guerra sui pazienti con malattie non trasmissibili

Quello che segue è preso dal report pubblicato da TGHAT

Le rassicurazioni da parte del Governo etiope e del suo portavoce, il primo ministro Abiy Ahmed, cercano di minimizzare il disastro umanitario e le violenze che ha prodotto la guerra: è una comunicazione prettamente di propaganda (ne tratterò nella mia prossima analisi n.d.r.).

Gli strascichi del conflitto ancora oggi portano sofferenza, morte e abusi di genere tra i civili, tra i tigrigni.

Da come racconta il report di TGHAT datato 29/03/2021, scritto dalla dott.ssa e ricercatrice Fisaha Haile Tesfay e il dottor Yemane Geberemariam, un pediatra presso l’Università di Adigrat, la situazione per tutti i malati affetti da malattie non trasmissibili (come per esempio ipertensione, malattie cardiovascolari, cancro, malattie polmonari) è di molto peggiorata.

I dati sono stati recuperati dai due dottori attraverso la triangolazione di informazioni e dettagli presi da fonti autorevoli e credibili come l’ OMS, MSF – Medici Senza Frontiere, UNICEF e Save The Children per citarne alcuni.

Prima dell’ inizio della guerra c’erano +180.000 malati con malattie non trasmissibili in Tigray.

Fortunatamente in tempi non sospetti, nella Regione tigrigna c’erano ospedali che funzionavano e c’erano strutture sanitarie a cui riferirsi per essere curati e monitorati: la sanità era presente e riusciva ad erogare supporto e farmaci.

Durante la guerra di novembre 2020 la maggior parte di quegli stessi ospedali sono stati violati, occupati, saccheggiati e distrutti dalle forze amhara ed eritree, le stesse truppe che hanno occupato assieme all’ ENDF il Tigray.

Nessun accesso ai farmaci salva vita

Gli ospedali che sono riusciti a resistere sono quelli delle principali città del Tigray: Shire, Axum, Adigrat e Mekellé.

Purtroppo non tutti hanno la possibilità di raggiungere questi ospedali perché o non hanno i mezzi per spostarsi (magari rubati o distrutti dalle forze ENDF, amhara o eritree) o perché vivendo in zone rurali ad oggi anche quel sottile cordone che prima li legava alle cittadine è stato tagliato dalla guerra.

Hayelom Tesfay era docente presso la Adigrat University e soffriva di diabete tipo 1: la sua malattia lo obbligava a mantenere costante la scorta di insulina per curarsi.

Il 4 Novembre 2020, come tanti altri tigrigni hanno fatto, era anche lui in fuga per salvarsi la vita da dalle bombe di quella guerra, ma sapeva che la bomba da cui doveva fuggire era anche la sua malattia che doveva mantenere sempre sotto controllo.

Un bel giorno ha iniziato ad avere fiato corto, vertigini e dolore all’ addome: si era aggravato ed aveva sviluppato una complicanza acuta chiamata chetoacidosi diabetica (come descrivono nel Report i due dottori n.d.r.).

Hayelom ne era consapevole e chiese aiuto e di essere trasportato all’ ospedale di Mekellé o che qualcuno riuscisse a procurargli dosi di insulina: sapeva anche che tutto ciò era quasi impossibile visto che l’area fino a Mekellé era stata bombardata e inagibile.

Lo portarono in un ospedale di un posto sperduto, ma come era chiaro, non avevano disponibilità di insulina e Hayelom, riuscito a scappare alla morte della guerra, ha ceduto per un deficit di insulina.

La situazione reale

Questa è una delle tante storie strazianti che sono avvenute e stanno avvenendo in Tigray: purtroppo tante non hanno nemmeno avuto la possibilità di essere raccontate.

TGHAT però riporta una lista delle vittime (parziale ed in aggiornamento).

Ci sono sempre più segnalazioni di decessi, di persone morte in casa, lontano dai riflettori, lontano dagli ospedali per mancanza di cure e farmaci di base.

Ad esempio, prima della guerra all’ Ayder Referral Hospital, uno degli ospedali più grandi del Tigray, c’erano 1400 bambini e più di 2000 adulti affetti da DM Diabete Mellito che necessitavano di insulina.

In queti giorni, nel mentre vengono segnalate sei morti per mancanza di insulina, ci sono centinaia di casi di follow-up (visite di controllo dopo le cure) che vengono perse, molto probabilmente perché il paziente è deceduto: non si sa, non si ha possibilità di sapere, ricostruire, si può per ora solo ipotizzare.

La testimonianza riportata da un altro medico è alquanto esemplificativa della situazione orribile e disumana che sta vivendo il Tigray, il popolo tigrigno e tutte le persone bisognose di supporto sanitario.

Il medico ha riportato la storia di due pazienti sofferenti di attacchi epilettici che, prima della guerra conducevano la loro vita monitorati, curati e aiutati dai farmaci antiepilettici (Phenobarbitone) che gli venivano forniti dalla sanità.

Per mancanza di questi farmaci sono entrati in coma e pure il tentativo di curarli in extremis da parte dei medici è stato totalmente vano a causa della mancanza di bombole d’ossigeno e di medicinali di supporto all’ interno degli ospedali.

La dichiarazione dell’ ufficio sanitario della Regione del Tigray

Un funzionario dell’ ufficio sanitario dell’ Amministrazione temporanea della Regione del Tigray ha dichiarato che:

Attualmente, stiamo solo mobilitando le limitate risorse disponibili per gestire cliniche mobili. Non sappiamo quanti casi di malattie croniche fossero né abbiamo una valutazione attuale. Non siamo in grado di rifornire ospedali perché sono in corso saccheggi da parte delle forze eritree e le risorse sono scarse.”

Obiettivi e richieste urgenti
1. I governi e le organizzazioni internazionali e regionali devono intensificare i loro sforzi per fermare il conflitto, i combattimenti (l’occupazione delle truppe eritree n.d.r.)
2. Le agenzie umanitarie dovrebbero essere sollecitate a sostenere la fornitura di farmaci insulinici, antipertensivi ed epilettici;
3. Il Ministero della Salute Etiope dovrebbe intensificare gli sforzi nella catena di approvvigionamento dei farmaci;
4. Si raccomanda vivamente di ridisegnare l’erogazione dei servizi sanitari con un programma verticale e mirato (ad.es. Programma per malattie non trasmissibili, tubercolosi, malaria, HIV) per essere più focalizzati in ogni tipologia di cure.
Riguardo agli Autori di questo report
1. La dott.ssa Fisaha Haile Tesfay è ricercatrice post-dottorato presso la Deakin University, Institute of Health Transformation.
2. Il dottor Yemane Geberemariam è un pediatra presso l’Università di Adigrat.

In questo articolo ho cercato solo di riportare le loro analisi, il loro punto di vista per evidenziare lo stato di emergenza sanitaria che il Tigray sta affrontando.

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