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Etiopia, crimini contro l’umanità nel Tigray occidentale

In un rapporto diffuso oggi, Amnesty International e Human Rights Watch hanno accusato le forze di sicurezza regionali dell’Amhara e le autorità civili della Zona occidentale del Tigray di aver commesso, a partire dal novembre 2020, violenze di tale diffusione e intensità contro la popolazione tigrina da costituire crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le autorità dell’Etiopia hanno fortemente limitato l’accesso e il monitoraggio indipendente in quest’area, riuscendo a tenere ampiamente nascosta la campagna di pulizia etnica.

Il rapporto descrive come le autorità di fresca nomina nella Zona occidentale del Tigray e le forze di sicurezza della vicina regione dell’Amhara, con l’acquiescenza e la possibile partecipazione delle forze federali dell’Etiopia, abbiamo sistematicamente espulso centinaia di migliaia di civili tigrini ricorrendo a minacce, uccisioni illegali, violenza sessuale, arresti arbitrari di massa, saccheggi, trasferimenti forzati e diniego dell’assistenza umanitaria.

 

Questi attacchi, massicci e sistematici, contro la popolazione civile dei Tigray costituiscono crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Il governo dell’Etiopia deve assicurare l’immediato accesso delle agenzie umanitarie nella regione, rilasciare tutte le persone arrestate arbitrariamente e indagare e punire in modo appropriato tutti i responsabili dei crimini di diritto internazionale. Ogni accordo raggiunto tra le parti in conflitto dovrebbe prevedere il dispiegamento nella Zona occidentale del Tigray di una forza internazionale di peacekeeping guidata dall’Unione africana col mandato di assicurare la protezione di tutte le comunità dalla violenza.

La Zona occidentale del Tigray è un’area amministrativa della regione etiopica del Tigray. Le rivendicazioni su quest’area fertile hanno causato forti dispute a partire dal 1992.

A due settimane dal conflitto, iniziato nel novembre 2020, l’area è finita sotto il controllo delle forze armate federali e di forze e milizie alleate locali provenienti dalla regione dell’Amhara.

Durante l’offensiva iniziale, le forze armate federali e quelle alleate hanno commesso crimini di guerra contro le comunità tigrine, tra cui bombardamenti indiscriminati contro le città ed esecuzioni extragiudiziali, costringendo decine di migliaia di persone a rifugiarsi in Sudan e in altre zone del Tigray. Le milizie tigrine e abitanti del posto hanno a loro volta commesso crimini di guerra contro la popolazione locale e lavoratori pendolari amhara nel corso del massacro di Mai Kadra del 9 novembre, il primo su vasta scala del conflitto.

Nei mesi successivi, le nuove autorità della Zona occidentale del Tigray e le forze speciali ahmara (una forza paramilitare regionale) hanno intrapreso una campagna di pulizia etnica contro le comunità tigrine dell’area.

In oltre 15 mesi, i ricercatori di Amnesty International e di Human Rights Watch hanno intervistato oltre 400 persone, testimoni e sopravvissuti ahmara e tigrini da remoto e, di persona, tigrini rifugiati in Sudan. Le ricerche sono state corroborate da documentazione medica, atti giudiziari, immagini satellitari, fotografie e filmati. 

 

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