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Secondo compleanno in carcere di Patrick Zaki. Bologna si mobilita

Oggi alle 16 la campagna nata all’alba dell’8 febbraio 2020, quando si sparse la voce che un ragazzo egiziano che studiava in Italia era scomparso appena atterrato al Cairo, si ritrova a Bologna, la città cui Patrick Zaki aveva affidato il suo progetto: di studi, certamente, nel Master in Studi di genere dell’Università Alma Mater Studiorium; chissà, forse anche di vita.
Patrick Zaki compie oggi 30 anni ed è il secondo compleanno che trascorre in una lurida cella del complesso penitenziario di Tora, alla periferia della capitale egiziana, noto per il sovraffollamento, le pessime condizioni igienico-sanitarie, la tortura e, da mesi, i focolai di Covid-19.
La certezza che Patrick Zaki non avrebbe potuto festeggiare libero un giorno così importante l’avevamo avuta apprendendo, il 2 giugno, la decisione del consueto rinnovo della detenzione preventiva per altri 45 giorni.
Da oggi i portici bolognesi di via Saragozza saranno resi ancora più belli dai 50 disegni realizzati da Gianluca Costantini per l’iniziativa “Patrick patrimonio dell’umanità”: i disegni di Patrick e di altri 49 prigionieri di coscienza di 13 paesi, a ricordare quanto sia ancora violata la libertà d’espressione nel mondo: dalla Turchia alla Bielorussia, dal Congo alla Cina, dall’Arabia Saudita all’Iran.
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