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Covid-19, Africa. Amref: “Mentre i loro vaccini scadono, la nostra gente muore”

“Mentre i loro vaccini scadono, la nostra gente muore”.
È’ il grido di allarme lanciato da
Githinji Gitahi, Global CEO di Amref Health Africa e Commissario per la lotta al Covid dell’Unione Africana, intervenendo il 13 settembre scorso su CNN International, per illustrare l’attuale sviluppo del COVID-19 nel Continente africano, e per comunicare l’impegno necessario per favorire la solidarietà globale e promuovere l’equità dei vaccini, per creare le giuste condizioni per porre fine al COVID-19 ovunque.

Il Dott. Gitahi ha inoltre espresso il suo disappunto nei confronti del mancato sostegno, a livello globale, dell’equità dei vaccini. Partendo dai dati, che indicano che, al 13 settembre il continente africano ha ricevuto approssimativamente 158 milioni di dosi, raggiungendo una copertura vaccinale del 3% circa, il Dott. Gitahi ha spiegato che “nonostante l’obiettivo di immunizzare il 20% delle popolazioni di tutto il mondo entro la fine del 2021, chi avrebbe dovuto fornire vaccini all’Africa non ne ha forniti abbastanza per raggiungere una percentuale più alta, al momento”.“La colpa non è dei sistemi in sé”, ha chiarito il Global CEO di Amref, “ma del rifiuto dei Paesi ricchi di utilizzare i vaccini a disposizione per sostenere l’immunizzazione dei Paesi meno sviluppati”. Ciò rappresenta, con le parole del Dott. Gitahi, “un fallimento catastrofico”.

“Il COVAX, per esempio, è stato ostacolato enormemente dai Paesi ricchi che mantengono il possesso dell’80-90% dei vaccini già disponibili o in produzione. Ciò che è peggio è che il motivo non risiede nella reale necessità di dosi supplementari, ma nell’egoistico “non si sa mai”. Ma mentre “i loro vaccini scadono, la nostra gente muore”, ha aggiunto.

Spostiamo l’attenzione sul problema reale: il continente africano non ha ricevuto i vaccini che gli spettano. Questo dovrebbero dire i media. Non che lo stato delle cose – una percentuale così esigua di vaccinati – sia colpa dell’Africa, per esitazione vaccinale e mancanza di personale”, ha concluso.

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