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Confcooperative, progetti di sviluppo nei paesi poveri dell’Africa

“Nel 1998 si contavano 20 milioni di emigranti che sono diventati 37 milioni nel 2016. Il Mediterraneo è il passaggio obbligato e l’Italia è in prima linea nella quasi
totale latitanza dell’Ue”.
Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, incontrando il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso di un seminario.
“La cooperazione di Confcooperative – ha aggiunto Gardini – si è messa a disposizione in quella fase nella delicata e difficile fase dell’accoglienza. Abbiamo sempre ribadito che i Cara non erano il nostro modello di accoglienza e che volevamo proporre un modello diffuso che guardasse all’accoglienza, al transito e al possibile inserimento. Ma questo non e’ oggetto della riflessione di oggi, pur ribadendo che la cooperazione sana e’ a disposizione per proporre un modello che dia risposte alle criticità del momento. Se le migrazioni in gran parte muovono da povertà e crisi economica, vogliamo oggi raccontare una storia che da una speranza e un’effettiva possibilità di ‘aiutare’ l’Africa in casa propria”.
Coopermondo ha accompagnato la creazione di oltre 150 cooperative. Tra queste la CPJPPAB che riunisce 1.018 giovani agricoltori, di cui un terzo donne, che coltivano 500
ettari di ananas biologico di varieta’ pan di zucchero, chiamato “Dolcetto”, commercializzato in Italia con il marchio Alce nero grazie a Brio e alla cooperativa Agrintesa.
All’evento è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini affermando di conoscere tantissime cooperative “che fanno un lavoro straordinario”.
All’evento è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini affermando di conoscere tantissime cooperative “che fanno un lavoro straordinario”.
“Da ministro sono impegnato ad individuare quelle poche che – ha sottolineato Salvini  – non hanno nulla a che fare con la stragrande maggioranza che sono oneste, e che invece inquinano questo mondo”.
“E’interesse di tutti – ha aggiunto – ad isolare quel poco che non va. Lo stesso vale per le ong , ci sono alcune mosse non solo da spirito caritatevole, ma ce ne sono tantissime che fanno un grandissimo lavoro e davanti alle quali mi tolgo il cappello”.

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