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Burkina Faso, la longa manus dì Mosca dietro il golpe e l’arresto dì Kaboré?

Dopo il golpe del Tenente Colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba le strade della capitale del Burkina Faso si sono riempite di persone scese in strada a festeggiare la presa di potere dei militari che hanno cacciato il presidente Roch Marc ChristianKaborè. Una situazione non del tutto nuova perché anche in Guinea pochi mesi fa la popolazione si era schierata al fianco dei militari che avevano rimosso il vecchio presidente/dittatore AlphaCondè, ma stavolta la mano dietro all’ennesimo colpo di stato in Africa sembra chiara. Infatti insieme alle bandiera del BurkinaFaso la folla sventolava con forze bandiere russe e urlava slogan contro il vecchio potere coloniale della Francia. Da dove siano uscita le bandiere della Federazione Russa non è dato sapere perché l’ambasciata di Mosca di Ougadougou si è chiusa nel silenzio, ma la lunga mano russa in Africa occidentale è ormai una certezza. Il New York Times ha riportato che uno degli ultimi atti del presidente burkinabè Kaborè sia stato il rifiuto proprio al colonnello Damiba di assumere i contractor russi del Wagner Group per combattere gli islamisti che stanno dilagando nel paese. Questo rifiuto avrebbe fatto scattare il golpe nonostante il tentativo di Kaborè di cercare di raggiungere l’ambasciata francese per cercare protezione, un tentativo bloccato con colpi d’arma da fuoco contro l’auto presidenziale. L’ormai ex presidente era infatti molto vicino alla politica di Parigi e su pressioni francesi aveva rifiutato che i russi mettessero piede in BurkinaFaso attraverso i mercenari dell’ormai famigerato Wagner Group. I burkinabè scesi a manifestare hanno dichiarato di volere una partnership con la Russia e di non voler più avere rapporti con la Francia che per troppi anni li ha solo sfruttati. Questa richiesta di sostegno verso Mosca non è così inaspettata perché da anni la politica estera russa guarda con estremo interesse al continente africano. La guardia personale del Presidente della Repubblica Centrafricana è composta da mercenari russi, gli stessi che sono attivi in Libia ed anche in Mali, vero feudo francese. Anche il nuovo padrone della Guinea il Tenente Colonnello MamadyDoumbouya, nonostante i suoi trascorsi nella Legione Straniera, guarda con interesse a Mosca e nello scacchiere africano il Burkina Faso sembra la perfetta prossima pedina. Il fallimento della lotta all’estremismo islamico nel Sahel da parte dell’occidente e soprattutto della Francia, ha aperto le porte ai russi. Ad oggi non sono ancora presenti contractors russi in Burkina Faso e la Francia spera ancora di avere un ascendente sul golpista Damiba, addestrato a Parigi, ma si sta stringendo sempre di più la morsa della potenze emergenti sui paesi africani e anche gioielli della corona francese come la Costa d’Avorio ed il Senegal non sono ormai più al sicuro per la politica estera dell’Eliseo. Smentite invece la voci che volevano che il Generale Gilbert Dienderè fosse stato liberato dai militari golpisti. Dienderèè stato condannato per il golpe del 2015  a 20 anni di reclusione e sembra che sia anche coinvolto nell’omicidio del primo presidente del Burkina Faso Thomas Sankarà nel 1987.

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