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#veritaperlucavittoriomustapha, oggi più necessaria che mai

Si è levata alta dal Festival nazionale di Articolo 21, dove si è parlato di informazione e linguaggio d’odio, ma anche di politica internazionale e di crisi dimenticate, la richiesta di #veritaperlucavittoriomustapha che Focus in Africa continua a rinnovare ricordando ogni mese che sull’uccisione dell’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, il carabiniere che gli faceva da scorta, Vittorio Iacovacci, e l’autista che li accompagnava Mustapha Milambo.
Durante l’incontro che si è svolto a Castiglioncello, tra i più partecipati del primo appuntamento nazionale  dell’associazione che promuove e difende la libertà di informazione., Antonella Napoli giornalista e direttrice di Focus on Africa che da oltre tre anni vive sotto regime di protezione per le minacce ricevute da estremisti islamici per le sue inchieste in Egitto e Sudan e per le aggressioni via social subite da ambienti neofascisti, ha ricordato Attanasio.
“Su quanto è realmente accaduto il 22 febbraio del 2021 non è stata ancora fatta chiarezza e l’attenzione dei media mainstream è sostanzialmente calata. Nessuno, tranne noi di Focus on Africa, che non ci soffermiamo alle tante chiacchiere e alla poca sostanza che propinano le autorità congolesi, tenta di andare oltre. Come le notizie relative all’uccisione di Maunguniko il 10 luglio domenica scorsa nei pressi di Goma dove sarebbe stato linciato dalla popolazione per il rapimento di alcuni abitanti sulla Sake Road. Maunguniko era uno dei fermati dello scorso gennaio, ritenuti responsabili dell’agguati. Ma anche altre indiscrezioni filtrate da ambienti giudiziari italiani sollevano forti dubbi e alimentano la certezza che si stia occultando la verità. Soprattutto a fronte dell’ammissione che non ci sia alcuna “evidenza” su chi sia il mandante dell’attacco. Sul punto abbiamo interpellato sia le autorità della RdC che italiane ma “preferiscono” sulla questione “non diffondere altre informazioni per non mettere a rischio le operazioni in corso.  Eppure un autorevole esponente dell’esercito ha assicurato che non ci sono nuove operazioni in corso e che la pista che bisognerebbe seguire è proprio all’interno delle forze armate congolesi” ha sottolineato la Napoli.

Nel corso del dibattito con al centro le crisi e i conflitti dimenticati, che ha visto anche gli interventi di Tiziana Ciavardini antropologa culturale, e giornalista, esperta di Mediorente, Iran e di Islam e Asmae Dachan esperta di Medio Oriente, Siria, Islam, dialogo interreligioso, immigrazione e terrorismo, si è parlato anche della piaga dei bambini soldato, tema dell’ultimo libro della Napoli “Più forte della paura”, Edizioni All Around, dedicato all’ambasciatore Attanasio, che aveva collaborato alla stesura dell’opera della Napoli, amica di lungo corso del diplomatico per il quale è impegnata sia come giornalista, continuando a occuparsi dell’inchiesta sulla sua uccisione, che nel portare avanti i valori con lui condivisi.

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