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Omicidi e morti dimenticati in Congo. Il silenzio internazionale

In Africa i morti contano poco, si sa, e purtroppo neanche quelli della guerra dimenticata in Congo fanno eccezione.
Secondo una nota ufficiale dell’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, continuano nel silenzio generale le atrocità commesse da gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) orientale, nel perseguimento di una strategia sistematica che ha lo scopo di turbare la vita dei civili, introdurre paure e generare caos.
Nel 2020, i partner dell’Unhcr hanno registrato un numero record di 2.000 civili uccisi nelle tre province orientali. La maggior parte di questi attacchi è stata attribuita a gruppi armati.
Omicidi e rapimenti hanno continuato a verificarsi anche nel 2021 nel Nord Kivu, dove gli attacchi sono stati condotti anche ai danni di civili sfollati. Il 24 gennaio un gruppo armato ha assassinato due uomini e ne ha feriti in modo grave altri sei nel corso di un’incursione in un campo di sfollati nel territorio di Masisi, nel Nord Kivu. Una settimana prima, tre persone che soggiornavano presso il campo di sfollati supportato dall’Unhcr a Kivuye, nel territorio di Masisi, sono state rapite nel corso di un assalto condotto da un gruppo armato. Gli assalitori hanno inoltre imposto il coprifuoco nell’area dalle 7 di sera, per potersi recare presso gli alloggi degli sfollati e costringerli a pagare per garantirsi la loro protezione (sic).
Tra dicembre 2020 e gennaio 2021, nel territorio di Masisi si sono registrate almeno sette incursioni di gruppi armati in cinque differenti campi.
Si registrano oltre 88.000 sfollati in 22 campi sostenuti dall’Unhcr e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). Molti altri vivono presso insediamenti spontanei, mentre circa il 90% è accolto nelle comunità locali. I civili inoltre si ritrovano spesso intrappolati negli scontri tra fazioni.
L’Unhcr ha raccolto testimonianze di gruppi armati che occupano con la forza scuole, case e ambulatori medici.
A novembre 2020, gruppi armati hanno introdotto il pagamento di tasse illegali per quanti vogliono legittimamente accedere alle proprie fattorie nei propri villaggi di origine, nel territorio di Rutshuru. Sebbene le operazioni militari condotte dall’esercito congolese contro i miliziani abbiano successo più spesso che in passato, le forze armate non hanno la capacità e le risorse umane per mantenere il controllo delle aree di cui entrano in possesso, consentendo così ai gruppi armati di riappropriarsene e imporsi nuovamente sulla popolazione locale.
L’assenza di sicurezza e le violenze che hanno segnato la Repubblica Democratica del Congo negli ultimi 2 anni hanno costretto alla fuga oltre 5 milioni di persone. Gli sforzi dell’Unhcr per aiutare gli sfollati interni sono messi in crisi dalla carenza di fondi, perchè è stato finanziato solo il 6% dei 195 milioni di dollari necessari affinché l’Unhcr possa implementare le proprie operazioni di vitale importanza nella Rdc.
Mentre i capi militari e civili rimangono impuniti, i massacri e gli omicidi dei civili continuano nel silenzio assordante della comunità internazionale.

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