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Niger, condannati due giornalisti investigativi: peggiora la repressione della libertà di stampa

Il 3 gennaio 2022 un tribunale della capitale nigerina Niamey ha condannato due noti giornalisti, Samira Sbou e Moussa Aksar, a rispettivamente un mese e due mesi di carcere con sospensione della pena e a multe equivalenti a 100 e a 200 dollari.

I due giornalisti sono stati giudicati colpevoli di violazione della Legge sui reati informatici del 2019, per aver ripreso un rapporto dell’Iniziativa contro il crimine organizzato transnazionale (Gitoc), pubblicato nel maggio 2021, secondo il quale una partita di droga sequestrata dalle autorità del Niger era stata riacquistata illecitamente dai trafficanti.

La Legge sui reati informativi, che contiene espressioni generiche quali “diffamazione mediante comunicazioni elettroniche” e “diffusione di notizie allo scopo di recare disturbo all’ordine pubblico”, è usata per reprimere le voci dissidenti nei media e nella società civile del Niger.

Samira Sabou, che è anche presidente dell’Associazione dei blogger per la cittadinanza attiva, aveva condiviso le conclusioni e pubblicato il link al rapporto del Gitoc sul suo profilo Facebook. Moussa Aksar, direttore del quotidiano L’Evenement e presidente del Centro Norbert Zongo per il giornalismo investigativo nell’Africa occidentale, gli aveva dedicato un articolo.

L’Ufficio governativo per la repressione dei traffici illeciti di droga aveva smentito i contenuti del rapporto del Gitoc e i due giornalisti ne avevano dato conto.

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