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Migranti, nuova linea del governo sui migranti e questione alimentare priorità

Qualcosa si muove sul fronte “soluzione questione migranti”. Già nei giorni scorsi il ministro Antonio Tajani aveva parlato ti nnecessaria modernizzazione del trattato di Dublino e definizione più certa di porto sicuro, che non può essere solo l’Italia, quali priorità da portare all’attenzione europea per elaborare una strategica comune.
Temi di cui si discuterà al consiglio europeo a Bruxelles dedicato ai migranti.
Una riunione straordinaria dei ministri dell’Interni europei che si terrà il 25 novembre. In vista di un’azione che si presume in tempi rapidi sul dossier migranti, nei palazzi dell’Unione europea si sottolinea come “si lavorerà intensamente a un accordo politico sui principali punti” sul tavolo e “in particolare sull’intesa sui ricollocamenti e su una gestione trasparente ed equa dei flussi migratori.
L’Europa “non deve occuparsi solo di contrasto all’immigrazione illegale, ma serve anche un lavoro a lungo termine per risolvere il problema alla radice”, creando condizioni di sviluppo che scoraggino le partenze, ha sottolineato nei giorni scorsi Tajani, tornando ed evocare un “piano Marshall” per l’Africa. “Come si è investito in Turchia così si potrebbe fare in Libia e altri Paesi da dove partono i migranti. Noi siamo favorevoli a rinformare il memorandum con la Libia. E serve una linea più dura nei confronti dei trafficanti degli esseri umani”.
Fa piacere leggere, intanto, che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo nel corso del G20 di Bali, abbia affermato che la questione alimentare nei paesi africani debba essere una priorità

“Nelle regioni più vulnerabili la malnutrizione sta peggiorando e diverse popolazioni rischiano la fame” ha detto Meloni, per riuscire nella sua missione il G20 deve avere il coraggio di confrontarsi con le sfide più difficili in agenda, a partire dalle conseguenze del conflitto ucraino in ambito economico, energetico e alimentare che stanno investendo tutti e stanno senza dubbio colpendo in maniera preponderante i Paesi in via di sviluppo”. “L’Italia – ha sottolineato la premier – nutre forti preoccupazioni per i suoi vicini della sponda sud del mediterraneo. Il Nord Africa è fragile e dipende dalle importazioni per far fronte al suo fabbisogno alimentare. È per questo che abbiamo avviato, sin dalla scorsa estate, il Rome Mediterranean Dialogue on the Food Crisis, con l’ambizione di adottare iniziative comuni per aumentare la sicurezza alimentare nella regione” ha concluso Meloni.

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