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Mediterraneo, centinaia di morti nell’indifferenza. La condanna del Papa

Quaranta corpi di migranti ritrovati su una spiaggia a Sfax in Tunisia. Un naufragio al largo delle isole Kerkenna, nel Golfo diGabès, con 51 dispersi e tre vittime recuperate.
Un salvataggio della guardia costiera italiana al largo di Lampedusa: 57 persone soccorse su un centinaio a bordo di un’imbarcazione affondata.
Questi sono solo gli ultimi drammi dell’immigrazione via mare delle ultime 24 ore. Ma quante altre vite ha inghiottito  il Mediterraneo nel 2023? Un numero incalcolabile, si certo molto più altro dei naufraghi che sono riusciti a toccare terra ferma.

Eppure l’Europa sembra indifferente a tanto dolore, tanta disperazione, tanta ineluttabilità.
In questo vuoto di azione, nella mancanza di volontà di trovare una soluzione umana per la gestione dei flussi migratori, si alza una sola voce limpida e forte.
Quella di Papa Francesco .

“C’è un problema che mi preoccupa, che è quello del Mediterraneo. È criminale lo sfruttamento dei migranti nei lager del Nord Africa ma anche l’indifferenza dei governi” ha scandito con chiarezza dialogando in aereo con i giornalisti di ritorno dalla Giornata mondiale della gioventù in Portogallo.
Il pontefice ha annunciato che ribadirà con forza il suo pensiero all’incontro dei giovani e dei vescovi del Mediterraneo, in programma il 22-23 settembre a Marsiglia dove sarà accolto dal presidente francese Emmanuel Macron.
Ma già in queste ore non ha risparmiato parole due nei confronti dei leader mondiali, in particolare spronandoli ad aiutare i migranti bloccati nel deserto tra Libia e Tunisia.

Francesco ha più volte manifestato la consapevolezza che i flussi migratori siano espressione di un fenomeno complesso e articolato, la cui comprensione esige l’analisi attenta di tutti gli aspetti che caratterizzano le diverse tappe dell’esperienza migratoria, dalla partenza all’arrivo, incluso un eventuale ritorno.
Con l’intenzione di contribuire a tale sforzo di lettura della realtà, il Santo Padre ha infatti dedicato il Messaggio per la 109a Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato del 2023 alla libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra.

“Liberi di partire, liberi di restare”, recitava il titolo di un’iniziativa di solidarietà promossa qualche anno fa dalla Conferenza Episcopale Italiana come risposta concreta alle sfide delle migrazioni contemporanee.
La linea tracciata dal Pontefice resta fedele a quel principio.

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