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Madagascar, in arrivo la castrazione chimica per chi stupra minorenni

La castrazione chimica e chirurgica come pena per gli autori di stupri nei confronti di minorenni non è invocata solo in Italia. Ma in Madagascar sta per diventare legge dello stato.

Il progetto, presentato al parlamento il 24 gennaio, è stato approvato dall’Assemblea nazionale il 2 febbraio e dal Senato il 7 febbraio. Prima della firma del presidente Andry Rajoelina, dovrà superare il vaglio della Corte costituzionale.

La castrazione chimica e chirurgica è un trattamento crudele, inumano e degradante, in contrasto col divieto di maltrattamenti e torture previsto dalla Costituzione del Madagascar e dagli standard africani e globali sui diritti umani.

In Madagascar i casi di stupro vengono denunciati assai raramente, per timore di rappresaglie e stigmatizzazioni e per la mancanza di fiducia nel sistema giudiziario. Altro che la castrazione chimica e chirurgica: servirebbero profonde riforme per garantire alle persone sopravvissute allo stupro di poter denunciare in condizioni di sicurezza, per rafforzare i meccanismi di prevenzione e per eliminare le cause di fondo, culturali e sociali, che favoriscono la diffusione e l’impunità dello stupro.

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