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L’Onu chiede il rilascio di un giornalista eritreo arrestato nel 2001

Mary Lawlor, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, e Mohamed Abdelsalam Babiker, relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, hanno ufficialmente chiesto al governo dell’Asmara il rilascio del giornalista e attivista per i diritti umani Dawit Isaak.

La loro richiesta è stata sottoscritta da altri due relatori speciali sui diritti umani e dal Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate.

Negli anni Novanta Isaak aveva fondato uno dei primi organi d’informazione indipendenti eritrei, il quotidiano “Setit”. Era stato arrestato il 23 settembre 2001, pochi mesi dopo aver pubblicato la lettera aperta di un gruppo di esponenti politici chiamato “G15” che chiedeva libere elezioni e l’applicazione della Costituzione.

Isaak non è mai stato processato e si dubita persino che sia ancora vivo. Secondo fonti credibili, le ultime ad aver dato notizie di lui, nel settembre 2020 si trovava nella prigione di Eiraeiro, dove la tortura è prassi comune, con esiti anche mortali. Le autorità eritree tacciono.

Per il suo lavoro giornalistico Isaak ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Press Freedom Award dell’Unesco e il premio Sakharov del Parlamento europeo.

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