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Eni, 71 milioni per progetti sostenibili in Africa e MO

Progetti per un totale di 71 milioni di euro sono stati realizzati nei 71 Paesi in cui opera Eni, che si propone come “la più africana” tra le compagnie
internazionali per volume di riserve. Lo ha assicurato, ribadendo l’intenzione di confermare il trend rilevato al 2017, il direttore delle Relazioni
internazionali della società Lapo Pistelli intervenendo al Senato alla presentazione dell’Education outcomes fund per l’Africa e il Medio Oriente.
“Questo impegno nasce con il fondatore Enrico Mattei del’Eni, imprenditore che cercava un modello diverso di partenariato con i paesi ospitanti – ha
osservato il rappresentante della compagnia -Oggi ha cambiato nome e caratteristiche ma è rimasto inalterato”.
In tutti questi anni “Eni si è molto abituata a fare da sola” ha aggiunto Pistelli, “mettendo i propri capitali in paesi in cui “non si investe volentieri. Ma abbiamo visto lungo e il tempo ci ha ripagato”.
Il messaggio è chiaro, occuparsi dell’Africa è oggi una necessita.
“Cento anni fa l’Europa aveva una popolazione doppia rispetto all’Africa, tra cento anni sarà pari a un terzo. O noi ci occupiamo dell’Africa, o l’Africa si occuperà di noi” prosegue il direttore delle Relazioni internazionali di Eni che ha menzionato l’esempio della Nigeria, che fra trent’anni sarà il terzo paese del pianeta con una popolazione di 500-600
milioni di abitanti.
Per quanto riguarda l’istruzione, secondo Pistelli, la prima battaglia è spesso di comprensione del valore sociale dell’educazione.
“Eni – ha spiegato l’ex viceministro – opera su tre livelli: dare casa all’istruzione, accompagnare il percorso degli studenti dalla scuola primaria all’università (in Italia o in loco), coinvolgere gli “stakeholder” locali. Esempi di particolare successo – ha concluso Pistell –  sono i progetti in Mozambico e in Iraq”.

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