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#EndSARS, è confermato: la polizia nigeriana sparò per uccidere

La commissione d’inchiesta dello stato di Lagos per la restituzione della giustizia alle vittime della Squadra speciale anti-rapine (Sars) lo ha scritto nero su bianco: il 20 ottobre 2020 il reparto speciale della polizia federale nigeriano sparò per uccidere contro i manifestanti che si erano radunati al casello di Lokki per protestare contro le violenze della Sars e il suo mancato, per quanto più volte annunciato, scioglimento.

Le conclusioni della commissione d’inchiesta smentiscono le dichiarazioni del governo nigeriano, che da subito si affrettò ad assicurare che contro i manifestanti non c’era stato uso della forza letale.

Il 21 ottobre, neanche 48 ore dopo il violento scioglimento della manifestazione, le ricerche sul campo di Amnesty International avevano accertato che l’esercito e la polizia della Nigeria avevano ucciso almeno 12 manifestanti.

Per i familiari delle vittime e per le persone sopravvissute al massacro, le conclusioni della commissione d’inchiesta aprono un piccolo spiraglio di speranza che, un giorno, vi sarà giustizia.

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