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Egitto, scarcerato dopo due anni l’industriale che non aveva voluto cedere la sua azienda ad al-Sisi

Safwan Thabet, uomo d’affari egiziano e fondatore dell’azienda lattiero-casearia Juhayna Food Industries, è tornato in libertà il 21 gennaio insieme al figlio Seif: 75 anni il primo, 40 il secondo, erano in carcere rispettivamente dal dicembre 2020 e dal febbraio 2021, senza accusa né processo.

Prima del loro arresto, funzionari della sicurezza egiziana avevano fatto pressioni affinché Thabet cedesse la proprietà della sua azienda. Di fronte al suo rifiuto, il 2 dicembre 2020 50 poliziotti dell’Agenzia per la sicurezza nazionale avevano fatto irruzione nell’abitazione di famiglia, al Cairo, portandolo via. Due mesi dopo era stato arrestato anche il figlio.

Subito dopo l’arresto la stampa filogovernativa aveva avviato una campagna diffamatoria nei confronti di Thabet, sostenendo che coi proventi dell’azienda finanziasse segretamente la Fratellanza musulmana, un gruppo che le autorità considerano terrorista e che da anni è fuorilegge.

Dal 2018 Thabet è nella “lista dei terroristi”, senza che sia stato accusato di alcun reato: finché il suo nome non verrà rimosso, non potrà viaggiare all’estero e i suoi conti bancari resteranno bloccati.

Credits foto campagna #FreeJuhayna

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