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Dalla Nigeria all’Italia, quei sogni spezzati da sfruttamento e abusi

La tratta di esseri umani è il processo attraverso il quale le persone sono forzate, attirate da false prospettive, reclutate e trasferite in un altro luogo, e costrette a lavorare e vivere in condizioni di sfruttamento o di abuso. Un fenomeno ramificato e complesso che coinvolge milioni di persone e che trova sempre nuove forme di perpetuazione e collaborazione, in alcuni casi anche da parte degli stati che hanno leggi non sufficienti a prevenirle. Le statistiche attorno al traffico degli esseri umani sono quanto mai aleatorie..Gli ultimi dati confermano un aumento a livello mondiale e si calcola che le vittime di tratta siano circa 25 milioni, 1/3 dei quali sono bambini. Tra le realtà internazionali più attive nel contrasto alla tratta, che oltre a fare un lavoro capillare sul campo, dalle strade fino ai grandi hub di concentramento di schiavi nel mondo, svolge attività di lobby politica e opera in coordinamento con forze di polizia, di giustizia locali e internazionali, c’è TalithaKum, il network di donne consacrate completamente dedicato al fenomeno. Talitha Kum è presente in 92 paesi, con 55 reti nazionali e 6.039 persone coinvolte attivamente in azioni anti-tratta in tutti i continenti. 336.958 persone sono state raggiunte dal network in tutto il mondo nel 2021, mentre 258.549 persone hanno beneficiato di attività di prevenzione e sensibilizzazione in scuole, università, gruppi sociali e religiosi; 19.993 sono le vittime e i sopravvissuti accompagnati dalla rete a guarire dal trauma subito e a usufruire di un sostegno per evitare di essere nuovamente trafficate.. “Sue”, un film documentario di Elisabetta La Rosa, prodotto e distribuito dalla Movie Factory Srl di Francesco Paolo Montini, è nterpretato da Joy Ezekiel, Rita Aghoghovwia e Isoke Aikpitanyi. Un film documentario che affronta il delicato ed attuale tema della tratta di esseri umani e dello sfruttamento. Il film documentario vuole esplorare i sentimenti di tre donne profondamente ferite che hanno avuto la forza, il coraggio di ricominciare ad essere felici. La storia di tre donne, tre generazioni, accomunate da un identico sfortunato percorso di vita nel momento in cui decidono di abbandonare la terra da cui provengono fatta di guerre, carestia, povertà per cercare una nuova, migliore, possibilità di vita in Italia. Joy, 28 anni, che racconta come ha imparato a cucire, che ci mostra come lo sa fare, che ci fa entrare nella casa dove ha trovato la libertà che non aveva mai conosciuto, ci sembra più interessante che raccontare soltanto il suo inferno, i riti Voodoo, l’attraversata di un deserto e di un mare ostili, le violenze e le sopraffazioni. La sua vita di oggi, è fatta di scuola, studio, e lavoro, con il desiderio autentico di poter diventare un giorno psicologa per poter aiutare chi è in difficoltà. Rita, 36 anni, che vive insieme a suo figlio ,con il desiderio di prendere in affitto un piccolo appartamento, fiera dell’indipendenza che ha conquistato, lavorando come operatore socio sanitario e che ha avuto il coraggio di ribellarsi e denunciare i suoi sfruttatori, ma anche la fortuna di fare un percorso di riappropriazione della propria libertà e dignità, grazie prima alle suore di casa Rut di Caserta, e poi individualmente, diventando un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano conquistare un autonomia. Isoke, 40 anni, nata a Benin City in Nigeria, arrivata in Italia nel duemila per ritrovarsi a vivere in schiavitù per sette anni. La prima ragazza a denunciare pubblicamente la tratta di donne dalla Nigeria a scopo di sfruttamento sessuale e a creare varie case di accoglienza in Italia per aiutare le donne che finiscono in quel tunnel. Con l’Associazione vittime ed ex vittime della tratta, di cui è presidente, è riuscita a dare loro rifugio, protezione, cure, istruzione, speranza e a ricostruirsi una nuova vita, una nuova possibilità di riscatto e di liberta’. Isoke lotta tutti i giorni contro la burocrazia e costruisce le sue speranze.

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