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Cristina E William, Un Amore ‘africano’ Tra Un’italiana E Un Maasai

Cristina e William, un amore ‘africano’ tra un’italiana e un maasai

Oggi, in esclusiva per Focus on Africa, vi raccontiamo attraverso questa intervista, la storia d’amore tra Cristina e William, un’italiana e un maasai.

La vostra sembra una storia tratta da un film eppure è tutto vero. Come vi siete conosciuti e in seguito innamorati?

Ci siamo conosciuti nell’anno 2009 durante il mio primo viaggio in Tanzania, quell’esperienza mi doveva servire per stare a contatto con me stessa, avevo appena terminato quasi cinque anni di lotta contro due cancri. Il destino per non farmi mancare nulla, finite le terapie, ha deciso di castigarmi ancora facendomi subire il dolore della perdita dei miei due giovani genitori, la mia mamma aveva soli sessanta anni e mio padre sessantaquattro anni ed era l’anno 2012. Se ne sono andati entrambi nell’arco di cinque mesi l’uno dall’altra. Sembrava di vivere un brutto film e così ho deciso di provare a scappare dalla realtà, sentivo davvero il bisogno di staccare dal brutto momento che stavo vivendo, volevo tornare in Africa e sono finita in un villaggio maasai nella savana della Tanzania. Un posto sperduto nel bel mezzo del niente, solo tribù e capanne, niente acqua, poco cibo e mi chiedevo giornalmente se sarei stata in grado di resistere tre mesi (questo era il tempo che mi ero data per ritrovare me stessa). Cercavo di stare concentrata dentro questa nuova situazione, ma inizialmente non è stato per niente semplice. Mi svegliavo ogni mattino piangendo da sola, pensavo a quanto ero stanca di prendere batoste poiché ripensando a tutta la mia vita passata nulla di semplice ho vissuto. Finalmente dopo lunghe settimane di tristezza è arrivata una nuova alba… Al risveglio mi sono detta:
adesso basta!!! Da quel giorno per me ricominciò quella che oggi chiamo la mia seconda rinascita. Qui conobbi William, un maasai timido, dai modi gentili, capiva e parlava pochissimo italiano imparato sulle splendide spiagge di Zanzibar, gestiva un negozietto ben fornito di accessori artigianali frequentato da turisti di tutto il mondo. Io non parlavo swahili o maasai e questo inizialmente è stato un vincolo non da poco comunque tornando a noi.. Quando ho conosciuto William certamente non cercavo l’amore, anzi di uomini non ne volevo sapere visti i miei precedenti rapporti, men che meno di un rapporto a distanza con un maasai considerando che quel viaggio era per me un periodo di stasi che doveva servire a riportarmi alla mia vita in Italia. Dopo qualche mese passato insieme a scambiarci qualche ciao come stai e qualche confidenza con l’aiuto della gesticolazione il tempo è volato ed è arrivato il momento di rientrare a Trento, il lavoro ed i problemi lasciati alle spalle mi aspettavano nuovamente. Ci siamo scambiati il numero telefonico, pensavo che tanto non ci saremo potuti sentire, a quei tempi non esistevano le chiamate whatsapp ed un solo messaggio sarebbe costato molto ad entrambi. Dopo qualche giorno che mi trovavo a casa Italia arrivò il suo primo sms su Facebook, a Zanzibar era riuscito a comprare una “specie di smartphone cinese che impiegava almeno venti minuti a caricare Facebook, per metterci in linea in 2g, ma ci siamo riusciti…. I nostri scambi di messaggistica si trasformarono in ore di chat quotidiane e ad una profonda conoscenza di entrambi, ogni giorno imparava parole nuove d’italiano, il mio andirivieni dalla Tanzania ormai ne stava divenendo una routine (ma senza nemmeno un bacio), fino ad arrivare al giorno del nostro fidanzamento nell’anno 2013.

Ci sono state difficoltà tra le vostre rispettive famiglie oppure il vostro rapporto è stato subito accettato?

Solo suo padre inizialmente fu titubante, non mi conosceva e temeva che il figlio potesse cambiare perdendo tradizioni e cultura maasai, gli diceva che non mi conosceva abbastanza, era molto preoccupato ma alla fine il padre acconsentì con l’augurio di vederci felici. Inizialmente e per entrambi non è stato semplice decidere il da farsi, da parte mia sapevo che sarei andata incontro a dei pregiudizi da parte di alcuni amici, conoscenti e parenti. Fissammo la data delle nozze a Dar es Salam il 7 gennaio 2015, io non dissi nulla a nessuno, solo a qualche amica e alla mia testimone. Sono partita in sordina informando tutti solo a fatto compiuto. Ci sposammo prima in comune ufficialmente e poi a casa della famiglia di mio marito con rito maasai. Ad oggi posso dire di sentirmi fortunata di essere entrata a far parte di questa splendida famiglia, ci vogliamo molto bene ed insieme stiamo costruendo il nostro progetto di vita.

Cristina, attualmente, dato il problema Covid, la vostra vita insieme è in Italia o in Tanzania?

Il problema Covid ci ha dato una bella mazzata, dopo 11 anni di andirivieni tra Tanzania e Italia avevamo finalmente deciso di trasferirci definitivamente nel nostro villaggio maasai da maggio 2020, la pandemia ci ha bloccato in Italia. Avevamo realizzato il nostro sogno di vivere con la nostra famiglia maasai in savana per sempre trasformandolo in un progetto reale. Abbiamo costruito una casa nel centro del nostro villaggio e circondato da ben diciannove villaggi formati da diverse tribù ed etnie creando un’esperienza di vita vera con il primo viaggio al mondo tra le tribù della savana. Non siamo un’agenzia viaggi, non siamo un tour operator, siamo solo Cristina e William che grazie alla nostra tenacia siamo riusciti a trasformare la nostra esperienza in un bagaglio carico di sorprese da mostrarvi. Poi la pandemia ha bloccato il mondo intero e così eccoci qua in attesa di poter ripartire per sempre come avevamo detto, la nostra vita è destinata a terminare con la nostra famiglia maasai e questa è la nostra decisione definitiva, quindi vi aspettiamo a casa nostra non appena sarà possibile tornare a viaggiare. Abbiamo costruito un blog dove spesso scriviamo della nostra vita in savana e di questo nostro progetto, se volete dateci una sbirciata: www.maasai-travel.com.

Parliamo di cucina. Un piatto italiano che piace a William? E il piatto maasai preferito da Cristina?

Questa è una bella domandina, almeno per me…. Ovviamente vivo principalmente di cibo maasai… Fagioli e polenta non sono mai stati da me apprezzati, quindi la domanda non può avere una risposta definitiva, sennonché mi accontento a fatica di ciò che mama maasai mette in pentola. Diciamo che per fortuna adoro cucinare e sono una persona inventiva, riesco a preparare del buon cibo saporito all’italiana grazie a ciò che il nostro orto offre e in alcuni momenti sacrifico qualche gallina di casa. Willy da vero maasai adora la carne e in Italia preferisce quella di maiale a quella di mucca (proprio al contrario di casa savana), dice che la carne di vacca europea ha il sapore di “medicina” ed io ci credo conoscendo il gusto del loro bestiame genuino. Il piatto preferito di William sono le cotolette di pollo e la pizza senza mozzarella poiché non mangia formaggio (non gli piace).

Il vostro amore ha cambiato qualcosa in voi, del vostro modo di essere? Che cosa invece è rimasto immutato?

A oggi il nostro amore non sembra per niente cambiato, anzi…. È come se ci conoscessimo ogni giorno sempre più, siamo molto legati e abbiamo il nostro futuro carico di progetti. Non abbiamo mai vissuto separati, siamo due sognatori con i piedi saldi a terra, usiamo il tipico “pole, pole” africano poiché sappiamo bene che alla fine arriviamo sempre dove vogliamo arrivare. L’amore e il rispetto vincono sempre in ogni rapporto.

All’inizio abbiamo detto che siete innamorati, ma voi siete anche una coppia felicemente sposata. Da quanti anni? Dal vostro amore sono nati anche dei figli?.

Premetto che ci conosciamo da quasi dodici anni e siamo sposati da sette. Sapevamo sin da subito entrambi che dal nostro amore non avremmo potuto avere figli, ho subito due cancri e i miei medici mi sconsigliavano di rimanere incinta. Mi dissero che già ero stata fortunata, si era capito che i miei ormoni funzionavano sin troppo bene e per quanto erano veloci, potevano divenirne un’arma a doppio taglio…. Mi dissero che non ci sarebbe stata certezza di portare avanti una gravidanza poiché rischiavo di attivare le cellule “maledette” e la conclusione poteva essere letale per me e per il mio bambino. Ogni tanto ne parliamo tornando sull’argomento, cerchiamo di immaginare come potrebbe essere il nostro “cappuccino” maasai ma poi ritorniamo alla realtà, non è stata una sofferenza per entrambi, forse abbiamo dato più importanza al fatto che la vita è una. Nel nostro villaggio, a oggi, abbiamo dodici piccoli nipoti, siamo circondati da bambini e stiamo allevando i due piccoli figli della moglie del fratello di Willy, rimasta vedova nell’anno 2016 con l’ultimo nato di appena venti giorn, la primogenita invece non arrivava ai due anni. Quei due piccoli bambini li abbiamo visti nascere e stanno crescendo con noi. La femminuccia ci chiama mamma e papà, oggi ha quasi sette anni, lei crede che mio marito sia il padre naturale separato dalla mamma e che io sia divenuta la sua seconda madre. Io e lei ci adoriamo, dorme con noi, mangia con noi, ha imparato da me gran parte della lingua italiana e della mia cultura senza farle tralasciare di portare avanti le tradizioni maasai del villaggio. Sicuramente per me questa è una storia che vivo con un forte sentimento, difficile da spiegare in poche righe, io e lei siamo inseparabili fin dalla sua nascita tanto che al villaggio sono riconosciuta anche come “mama Nasy” (il nome della mia piccola è Nasignary). Trovate questa triste sul nostro blog (di seguito il link diretto http://maasai-travel.com/2020/05/16/la-celebrazione-dei-funerali-maasai-il-racconto-della-morte-di-mio-fratello-al-villaggio/).
Lo ha scritto William mentre si trovava nel pieno del lockdown in Italia ed è davvero emozionante. Per chi volesse seguire i nostri racconti di vita quotidiana può farlo attraverso i social:
Instagram: maasai_travel_life
Facebook: maasai travel life tanzania

(Ringraziamo Cristina e William per averci raccontato la loro bellissima storia insieme, e ci auguriamo di averli nuovamente come protagonisti o magari collaboratori tra le nostre pagine. Nel frattempo invitiamo tutti i nostri lettori a contattarci attraverso il nostro indirizzo di posta elettronica scrivendo una mail a redazione@focusonafrica.info . Saremo felici di pubblicare i vostri articoli, le vostre storie e le vostre gallerie fotografiche)

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