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Burundi, anche l’Italia nel progetto di residenza artistica nel paese africano

Parte dalla galleria TwoFiveSeven Arts, fondata e diretta dalla giovane Samantha Inarukundo, La Pépinière 1, il primo programma di residenza per artisti mai realizzato in Burundi. Il progetto, che ha permesso a un gruppo di quattro giovani artisti di produrre arte in maniera professionale, si è avvalso della collaborazione del curatore ospite Niccolò Lucarelli, che già si è occupato di arte africana conducendo per Artribune una lunga inchiesta fra il 2021 e il 2022.

In Burundi non mancano artisti di talento, ma hanno bisogno di strumenti per sviluppare le loro carriere, e la residenza era la soluzione giusta, il primo passo per rafforzare la costruzione di una scena artistica contemporanea locale e, più in generale, per rafforzare l’intero Paese facendolo crescere dal punto di vista culturale. Perché è la cultura, ancor prima dell’economia, il primo vero strumento di sviluppo.

Il risultato della residenza è adesso condiviso con il pubblico attraverso la collettiva La Pépinière 1, curata da Samantha Inarukundo e Niccolò Lucarelli, che coinvolge i giovani pittori burundesi Jessy Solana Nihorimbere, Sandra Munezero e Yvan Ndayikunda, e Aicha Muteba Makana della Repubblica Democratica del Congo. L’inaugurazione si terrà venerdì 23 settembre, alle ore 17, alla presenza di un rappresentante del Ministero della Cultura del Burundi. La mostra resterà aperta fino al 26 novembre prossimo; 19 le opere esposte, 19 modi di sentire l’Africa con la sua cultura e le sue tradizioni, che hanno visto la luce durante la residenza artistica.

Secondo Lucarelli “La Pépinière apre le porte agli artisti che cercano un modo personale e africano di fare arte, guardandosi intorno e ascoltando la voce del passato, della fantasia, e di un futuro che stiamo iniziando a scorgere e che si preannuncia ricco d’idee e d’energia. Un progetto che ha dato forza all’immaginazione, dando agli artisti gli strumenti per tradurre in opere d’arte i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri dubbi; si scopre poi un continente a colori, con una sottile vena di poesia e spiritualismo che spesso emerge, e che è la sostanza della sensibilità africana. Tutta l’arte contemporanea dell’Africa nera è alla ricerca della propria profondità, di un modo per diventare strumento di memoria e di coscienza collettiva, e questa mostra è a suo modo storica, perché si inserisce in un percorso di creazione di un identità. Il Rinascimento dell’Africa Nera inizia qui”.

Nel corso del vernissage sarà presentato anche il catalogo della mostra, che raccoglie i testi dei curatori. Questa è la prima fase di un progetto articolato nel tempo, perché la seconda residenza artistica partirà a metà novembre, e sarà seguita da una nuova mostra nel febbraio 2023, che ne documenterà i risultati.

 Nella foto opera di Yvan Ndavikunda, Beauté Féminine, 2022

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