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Sudan, parla Marco Zennaro: “È finito un incubo, finalmente a casa”

“È finito un incubo, finalmente sono a casa”. Queste le prime parole pronunciate da  Marco Zennaro, l’imprenditore veneziano trattenuto forzatamente in Sudan per 361 giorni, di cui 75 in carcere, al suo arrivo in Italia, poco prima delle 11, a Fiumicino con un volo della Turkish Airlines.
Ad accompagnare il nostro connazionale nel viaggio di ritorno nel suo Paese il Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali che, su indicazione del ministro Luigi Di Maio, si è recato nuovamente a Khartoum nei giorni scorsi per seguire personalmente gli sviluppi finali della delicata controversia processuale. L’imprenditore parlato di “un grande lavoro di squadra” con Vignali e la Farnesina, con gli avvocati sul posto e “tutte le realta’” che lo hanno “supportato economicamente”.
Ma il primo ringraziamento è andato a sua moglie perché’ “in tutto questo tempo ha tenuto saldi i valori piu’ importanti che ho nella vita che sono rappresentati dalla famiglia e dai figli”.
Ad avere un ruolo fondamentale per la liberazione di Zennaro l’ambasciatore a Khartoum, Gianluigi Vassallo, che ha seguito fin dall’inizio la vicenda, assistendo costantemente Zennaro, anche attraverso una continua azione di sensibilizzazione sulle Autorità sudanesi, e mantenendo uno stretto contatto con la sua famiglia.
Famiglia che però ha manifestato qualche rimostranza nei confronti dell’operato della Farnesina.
Pur ringraziando per la vicinanza al figlio da parte dell’ambasciatore Vassallo, che si è fatto garante durante le trattative extragiudiziali della controversia commerciale in cui era coinvolto Zennaro,  il padre Cristiano ha ribadito che se suo figlio “è riuscito a sopravvivere  a quei terribili e infernali giorni di detenzione lo deve solo alla sua forza d’animo  e alla famiglia che ha trovato in tempi brevi le risorse per far cessare la detenzione”. “È la fine di un incubo. Il mio pensiero va anche alle 50 mila persone che hanno fatto sentire a Marco con manifestazioni sempre pacifiche la vicinanza dell’intera comunità veneziana” ha detto Cristiano Zennaro in un video che pubblichiamo integralmente dove non risparmia critiche nei confronti delle istituzioni italiane “che incomprensibilmente non hanno voluto risolvere un palese sequestro di persona a scopo di estorsione”.

Su questo punto Zennaro Senior è sempre stato molto chiaro: “Mi auguro che la Farnesina abbia il pudore di non lasciare retorici comunicati, perché se Marco è uscito dal Paese lo deve solo ed esclusivamente a se stesso” ha concluso esprimendo tutta la sua gioia di riavere finalmente a casa suo figlio, sano e salvo.

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