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RD Congo, ospedale supportato da MSF distrutto in un attacco a Ituri

L’ospedale di Boga in Repubblica Democratica del Congo, supportato da Medici Senza Frontiere (MSF), è stato oggetto di un deliberato attacco lunedì scorso durante degli scontri in corso nella città. Il bilancio complessivo è di circa 12 morti, tra cui 10 civili, e la distruzione completa della struttura. Diverse aree sono state bruciate, compresa l’unità di terapia intensiva, mentre la farmacia e lo stock di materiali medici sono stati saccheggiati. I feriti ricoverati, in tutto 9, sono stati trasferiti presso l’ospedale generale di Gety, altra struttura sanitaria supportata da MSF.

Questo attacco, incredibilmente violento, impedisce all’ospedale di Boga di gestire e prendersi cura di persone molto vulnerabili. Inoltre, era l’ultima struttura sanitaria rimasta nell’area che ha un bacino di utenza di oltre 80.000 persone. Centinaia di bambini malnutriti non avranno più accesso al programma di nutrizione terapeutica sviluppato da MSF e migliaia di persone non potranno più accedere all’assistenza sanitaria.

Le équipe di MSF sono sconvolte dall’entità dei danni che questa struttura sanitaria ha subito. Tra il 2017 e il 2020, in risposta all’enorme mancanza di servizi medici in questo distretto sanitario, MSF aveva coordinato i lavori di costruzione di questo ospedale.

“In poche ore hanno bruciato tutto, nonostante avessimo più volte rivendicato con forza quanto questa struttura fosse importante per gli abitanti della regione” dichiara Frédéric Lai Manantsoa, capomissione di MSF in RDC. Negli ultimi mesi, MSF aveva ripetutamente lanciato l’allarme per le condizioni di insicurezza nella regione, a cui va aggiunto l’aumento del livello di malnutrizione infantile e dei casi di violenza sessuale, che costringono le donne a non lavorare più nei campi.

“Gli ospedali nelle zone di conflitto devono rimanere luoghi protetti e neutrali. Chiunque sia coinvolto nei combattimenti in Ituri deve rispettare i malati e l’azione umanitaria degli operatori sanitari” conclude Lai Manantsoa di MSF.

MSF è profondamente indignata per questo attacco che viola il diritto internazionale umanitario e che avrà terribili conseguenze nel lungo termine. Finché i diversi gruppi coinvolti nel conflitto non capiranno l’importanza di proteggere gli operatori umanitari e sanitari della zona, questi saranno costretti ad affrontare un ciclo assurdo e senza fine di distruzione e ricostruzione delle strutture sanitarie.

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