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Mozambico, In Cinque Video Le Feroci Torture Delle Forze Di Sicurezza Sui Prigionieri

Mozambico, in cinque video le feroci torture delle forze di sicurezza sui prigionieri

Finte decapitazioni, torture, smembramenti di presunti combattenti armati, trasporto e sepoltura sommaria di grandi quantità di cadaveri in fosse comuni.

Amnesty International ha verificato i contenuti sconvolgenti di cinque video e tre fotografie arrivati dal Mozambico, precisamente dalla negletta provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove è in corso uno scontro violentissimo tra le forze di sicurezza e il gruppo armato islamista al-Shabaab, che rivendica l’affiliazione al gruppo chiamato Stato islamico della provincia dell’Africa centrale.
Nelle immagini si vedono in azione i soldati delle Forze armate di difesa del Mozambico e gli agenti della Polizia di intervento rapido. Parlano tra loro dei “recenti scontri a Mocímboa da Praia”, ciò che fa pensare che le riprese risalgano alla prima metà del 2020.
In un video un soldato urla in portoghese a una vittima che sta torturando: “Non sei ancora morto? Che aspetti?”.
In un altro, un soldato colpisce i testicoli di un detenuto con un bastone. In un terzo, un militare taglia un orecchio a un detenuto e glielo appoggia sulla fronte, mentre altri colleghi ridono.
L’ultimo video mostra una quindicina di cadaveri su un pick-up, seminudi, bendati e con ferite ancora aperte. Andando avanti, si vedono  i corpi nelle fosse comuni e i soldati che tagliano loro la gola con lunghi coltelli. Una delle vittime è ancora viva: piange e chiede di risparmiargli la vita. Un soldato, in portoghese, gli risponde “Stai zitto”.
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