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Libia, arresti di massa a Tripoli di rifugiati in protesta. MSF cura i feriti

Le forze di sicurezza libiche domenica scorsa hanno fatto irruzione interrompendo violentemente un nuovo sit-in di protesta di migranti fuori dalla sede Onu nella capitale Tripoli.
Le truppe sono arrivate durante la notte, e hanno arrestato centinaia di persone che sono state inviate in un centro di detenzione nella vicina città di Ain Zara, ha affermato l’attivista Tarik Lamloum. Altri sono riusciti a fuggire. Secondo il Norwegian Refugee Council e l’International Rescue Committee oltre 600 migranti sono stati fermati nel raid. Lamloum, che lavora con l’organizzazione locale Belaady per i diritti umani, ha detto che almeno un leader della comunità di migranti è stato colpito a colpi di arma da fuoco durante la repressione.
Ma molti altri hanno riportato ferite, come conferma un team di Medici Senza Frontiere (MSF) ha curato 68 persone ferite durante l’arresto di massa.
Nelle ultime 48 ore centinaia di migranti che chiedevano protezione sono state trasferite nel centro di Ain Zara. Per sette feriti è stato necessario provvedere a un trasferimento in ospedale, mentre a 190 persone è stato offerto supporto psicologico.
Più di 600 persone, che protestavano pacificamente per ottenere protezione e per chiedere di essere evacuate dalla Libia, sono state arrestate e trasferite nel centro di detenzione di Ain Zara al sud di Tripoli. In questa struttura sono già trattenute centinaia di migranti e rifugiati in celle sovraffollatedichiara Gabriele Ganci, capomissione di MSF in Libia. Durante la visita settimanale nel centro, dove offriamo cure mediche e supporto psicologico, il team di MSF ha curato persone con ferite da taglio, segni di percosse e persone traumatizzate dagli arresti forzati. Tra loro anche genitori che sono stati picchiati e separati dai loro figli durante l’evento”.

Quanto accaduto dimostra, ancora una volta, come in Libia tutti i migranti siano soggetti a detenzioni casuali e arbitrarie, perfino chi chiede protezione e trattamenti in linea con il diritto umanitario afferma Ellen van der Velden, direttore delle operazioni di MSF. “Ancora una volta, chiediamo alle autorità libiche di fermare gli arresti di massa e trovare alternative dignitose alla detenzione. Chiediamo anche all’UE di fermare ogni supporto al sistema senza fine di detenzione, abusi e violenze in Libia”.

 

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