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Eswatini, morte di un avvocato per i diritti umani: omicidio politico?

Lo Swaziland, piccolo stato dell’Africa meridionale, ha cambiato nome (ora si chiama Eswatini) ma le vecchie attitudini repressive nei confronti di chi si occupa di diritti umani sono rimaste immutate.

Il 21 gennaio l’avvocato Thulani Maseko, uno dei più noti difensori dei diritti umani del paese, è stato ucciso all’interno della sua abitazione, nella capitale Mbabane: sconosciuti lo hanno colpito mortalmente sparando dall’esterno attraverso una delle finestre.

Secondo un quotidiano locale, nelle ore precedenti l’omicidio due agenti di polizia erano passati di fronte all’abitazione. Sono gli stessi arrivati sulla scena del crimine, appena Maseko è stato ucciso.

Maseko era anche il presidente del Forum Multi-stakeholders, un raggruppamento di partiti e attori della società civile che chiede riforme democratiche, avversate da sempre dalla monarchia al potere. Nel 2014 era stato condannato a due anni di carcere per “oltraggio alla corte”, solo per aver denunciato la mancanza d’indipendenza e d’integrità dei componenti della magistratura.

Amnesty International sospetta che l’omicidio sia strettamente legato all’attività professionale di Maseko, che in passato in più di un’occasione aveva criticato l’operato della magistratura di Eswatini.

Anche perché è emerso un altro particolare inquietante: il giorno prima che Maseko venisse ucciso, il re Mswati III aveva dichiarato pubblicamente che “ci si sarebbe occupati” di coloro che chiedono riforme e democrazia.

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