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Covid-19, Gitahi (Amref): “Un vaccino in ritardo è un vaccino negato”

Githinji Gitahi, Global CEO di Amref Health, è intervenuto il 18 luglio, su CNN International, intervistato da Michael Holmes, per esprimere il suo impegno, nonché dell’intera organizzazione, nel favorire la solidarietà globale sostenendo le riforme politiche e promuovere l’equità dei vaccini per il raggiungimento dell’immunità di gregge, senza lasciare indietro nessuno.

Gitahi ha inoltre condiviso preziosi approfondimenti sull’attuale sviluppo del COVID-19 nel continente africano, una situazione da lui definita “catastrofica e devastante”. L’Africa sta attualmente vivendo una terza ondata la cui “velocità e portata non hanno precedenti”, secondo il Global CEO di Amref.

Gitahi ha inoltre espresso il suo disappunto nei confronti del mancato sostegno, a livello globale, dell’equità dei vaccini. Il rifiuto dei Paesi ricchi di utilizzare i vaccini a disposizione per sostenere l’immunizzazione dei Paesi meno sviluppati rappresenta, con le parole del Dott. Gitahi, “un fallimento catastrofico, soprattutto a livello morale”. Il Dott. Gitahi fa riferimento, in particolar modo, a quei Paesi che contano migliaia di dosi avanzate per mancanza di richiesta.

“La spesa pubblica per la salute annuale, in Europa, è di circa 4.000 dollari pro capite” spiega Gitahi, “in Africa varia tra i 10 e i 30 dollari. Se aggiungiamo a questo la mancanza di solidarietà globale, la carenza di ossigeno, la mancanza dei vaccini e il sovraccarico degli ospedali, in Africa, è più probabile morire di COVID”.

“Un vaccino in ritardo, è un vaccino negato”, ha concluso.

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