skip to Main Content

Algeria, alleanza con l’Iran nel Nord Africa in chiave anti Marocco e anti Israele

Le relazioni bilaterali tra Algeria e Iran si interruppero nel 1993 quando Algeri accusò Teheran di sostenere il partito estremista Fronte Islamico di Salvezza (FIS) durante la guerra civile, provocata dalla decisione presa dall’esercito algerino l’11 gennaio 1992 di annullare il processo elettorale, costringendo il Presidente Bendjiedid a dimettersi e decapitando la leadership del FIS.
Nonostante le nuove riforme liberali del Fronte Nazionale di Liberazione – FNL, lo storico partito che vinse la sanguinosa guerra di indipedenza contro la Francia al potere dal marzo 1962, le elezioni amministrative locali del 12 giugno 1990 (le prime elezioni liberi dall’indipendenza) videro una vittoria schiacciante del FIS che ottenne il 54% dei voti espressi, quali il doppio di quelli ottenuti dal FNL. Una volta al potere nei governi locali, la sua amministrazione e la sua carità islamica furono elogiate da molti, ma sorsero presto i primi segnali di autoritarismo e deriva estremistica islamica che spaventarono le democrazie occidentali, in primis la Francia, e costrinsero l’esercito a cancellare le elezioni del 1992 dove il FIS avrebbe ottenuto il potere.
A seguito delle proteste popolari in sostegno del paritito islamico l’eserito arestò ad Algeri e nelle altre principali città oltre 40.000 tra quadri e militanti del FIS. Nel resto del paese, i rimanenti attivisti del FIS, insieme al alcune sette radicali islamiche loro alleate scelscero la via della lotta armata. Il regime iniziò a perdere il controllo dei distretti montani e rurali. Le campagne e le città controllate dagli estremisti islamici furono dichiarate “zone islamiche liberate.
La sanguinosa guerra civile durò fino al 2003. Le cifre ufficiali delle vittime tra i civili si aggirano tra le 150.000 e le 200.000 persone uccise su una popolazione di circa 25 milioni. I servizi di intelligence algerini ed occidentali accusarono l’Iran di sostenere militarmente il FIS e le organizzazioni terroristiche che si associarono nella lotta contro il governo. Prima della guerra civile, le relazioni tra i due paesi erano amichevoli. L’Algeria svolse un ruolo di primo piano nella mediazione tra Iran e Stati Uniti durante la crisi degli ostaggi dell’ambasciata che portò alla firma dell’Accordo di Algeri nel 1981.
Da allora i due paesi hanno sviluppato forti legami economici e culturali firmando una serie di accordi e, persino, cooperando politicamente. Nel 2012 Iran e Algeria furono gli unici paesi ad opporsi alla decisione dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) di sospendere l’adesione della Siria dopo la brutale risposta del governo alla rivolta che sperava di spodestare il presidente Bashar Al-Assad. L’Algeria è stata anche un sostenitore quasi coerente dei diritti dell’Iran a sviluppare una tecnologia nucleare pacifica.
Al contrario l’Algeria e il vicino Regno del Marocco sono storici nemici.
L’appoggio algerino e iraniano al Fronte Polisario, il movimento per l’indipendenza nel conteso territorio del Sahara occidentale, erano e sono tutt’ora palesi, compresa l’implicazioni di mercenari libanesi del movimento filo iraniano degli Hezbollah nel conflitto. Il governo algerino sosteneva il Fronte Polisario con armi e intelligence e permettevano le operazioni di coordinamento militare a favore degli indipedentisti svolte presso l’ambasciata iraniana ad Algeri.
Il Marocco ha sempre avuto relazioni instabili con l’Iran sin dalla rivoluzione islamica del 1979. Un anno dopo la fondazione della Repubblica Islamica, l’Iran ha scelto di riconoscere la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) che è stata proclamata dal Fronte Polsario nel 1976. Le relazioni sono precipitate nel 2009 dopo che l’ambasciata iraniana era stata utilizzata come piattaforma per diffondere l’Islam sciita in Marocco, a prevalenza sunnita.
Non è stata quindi una sorpresa quando l’Iran ha accolto con favore la decisione dell’Algeria di interrompere i rapporti con il Marocco lo scorso agosto per le sue “tendenze ostili” nei confronti di Algeri, che includevano affermazioni di sostegno ai separatisti cabili e l’uso da parte del Marocco dello spyware israeliano Pegasus per monitorare funzionari e cittadini algerini.
Dal canto suo il Marocco ha reagito alla decisione di Algeri con una nota nella quale ha affermato che “abbiamo preso atto della decisione unilaterale delle autorità algerine di interrompere le relazioni diplomatiche. Il Marocco si rammarica di questa decisione del tutto ingiustificata, ma attesa, vista la logica dell’escalation osservata nelle ultime settimane, nonché del suo impatto sul popolo algerino. Rifiuta categoricamente i pretesti fallaci, persino assurdi, che ne sono alla base. Da parte sua, il Regno del Marocco rimarrà un interlocutore credibile e leale per il popolo algerino e continuerà ad agire, con saggezza e responsabilità, per lo sviluppo di sane e fruttuose relazioni intermagrebe”.
Tra le cause della rottura dei rapporti diplomatici vi è anche l’operazione di sicurezza condotta dall’esercito marocchino il 13 novembre 2020 al valico di Guerguerat con la Mauritania, per cacciare via dalla zona i militanti del Fronte Polisario.
Nel frattempo, Iran e Algeria hanno rafforzato i legami. A settembre, a margine della 76ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian ha incontrato il suo omologo algerino, Ramtane Lamamra, per discutere della necessità di rafforzare le relazioni bilaterali. Tramite l’agenzia stampa iraniania IRNA, Amir Abdollahian ha elogiato l’Algeria per il suo voto contrario all’adesione di Israele all’Unione Africana e per la sua posizione sul ritorno della Siria alla Lega Araba.
Naturalmente, questi sviluppi sono di notevole preoccupazione per il Marocco e Israele. Il capo della diplomazia israeliana aveva definito inquietanti i rapporti tra Algeri e Teheran. Dopo gli accordi di Abraham dell’anno scorso che hanno visto gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e il Sudan normalizzare il legame con Israele, il Marocco ha ripreso i propri legami con Israele in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti delle rivendicazioni territoriali del regno sul Sahara occidentale.
Tra le crescenti tensioni tra Algeria e Marocco, con alcuni osservatori che ipotizzano che potrebbe divampare un conflitto, vi è anche la visita ufficiale a Rabat del ministro della Difesa israeliano Benny per firmare diversi accordi di cooperazione sulla sicurezza che potrebbero includono l’acquisto del sistema di difesa Iron Dome e l’installazione di due unità di produzione di droni da combattimento tramite una joint venture marocchina israeliana.
Israele sta inoltre cercando di installare una base militare in Marocco. Secondo El-Espanol, la base proposta sarà situata nell’area dell’Afso nella regione di Nador, a circa 68 chilometri a sud dell’enclave spagnola Melilla. Fonti di intelligence straniere citate nel rapporto hanno avvertito che l’accordo va ben oltre l’accordo mediato dagli Stati Uniti firmato lo scorso anno e anche le autorità spagnole considerano tale accordo una potenziale minaccia alla sicurezza regionale.
Con i legami restaurati del Marocco con Israele e il riconoscimento da parte dell’Egitto nel 1979, la maggioranza dei paesi del Nord Africa hanno normalizzato le relazioni con Israele, esclusa l’Algeria. L’Iran intravvede un’opportunità di esercitare la sua influenza nel Nord Africa, tramite l’alleato algerino per tentare di contrastare o opporsi agli interessi di Israele.

Israele da parte sua riconosce anche la gravitazione dell’Algeria verso Teheran, facendo eco a un’analoga dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid in una conferenza stampa di agosto a Casablanca, il portavoce degli affari esteri di Tel Aviv per i media arabi Hassan Kaiba ha affermato che “l’Algeria è diventata, dall’inizio del la primavera araba, un passaggio per i movimenti terroristici su istigazione dell’Iran”. Una dichiarazione che non è stata supportata da prove tangibili.
L’Algeria è stato uno dei pochi stati arabi a mantenere una posizione filo-palestinese e antisionista e recentemente ha etichettato qualsiasi normalizzazione con Israele come “irresponsabile”, auspicando una più stretta collaborazione politica e militare con l’Iran nel prossimo futuro, per contrastare l’aumento dell’influenza e delle attività israeliane in Marocco. L’intensificarsi delle relazioni tra Algeria e Iran dimostra ulteriormente che solo gli stati arabi allineati con l’Iran si opporranno al sionismo.

Back To Top