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Libia, Asse Conte-Merkel. Parigi Nega Ambiguità. Tripoli Bombarda Basi Haftar. Migliaia Di Profughi

Libia, Asse Conte-Merkel. Parigi nega ambiguità. Tripoli bombarda basi Haftar. Migliaia di profughi

La retgia di Palazzo Chigi sul dossier e l’asse con Berlino per una soluzione politica della crisi. E’ su questi due binari che il governo italiano si sta muovendo
sulla Libia . Sulla crisi in Nordafrica la posizione italiana si mantiene super-partes, puntando sulla capacità di interloquire con tutte le parti in causa. Ma l’emergenza libica incombe e il premier Giuseppe Conte convoca un vertice a Palazzo Chigi annunciando l’istituzione di una Gabinetto di crisi ad hoc per coordinare al meglio tutti i ministeri. I confini della crisi libica vanno ben al di là di quelli geografici dello Stato africano e si inseriscono nello schema di alleanze che si cela ora dietro al premier Fayez Serraj, ora dietro al generale Khalifa Haftar. Secondo il Wall Street Journal, l’Arabia Saudita avrebbe promesso decine di milioni di dollari ad Haftar per proseguire la sua offensiva su Tripoli. E sul sostegno all’uomo forte della Cirenaica, in queste ore, è la Francia a finire nel mirino. Parigi ha infatti inizialmente bloccato la dichiarazione Ue per il cessate il fuoco in quanto conteneva un riferimento diretto ad Haftar. Oggi, invece, indiscrezioni pubblicate da Repubblica raccontavano che poco prima che partisse l’offensiva dell’Esercito nazionale libico su Tripoli, emissari del generale sarebbero volati a Parigi per avere il placet dell’Eliseo sull’attacco. Ipotesi, questa, che la Francia nega con forza. “Non siamo mai stati avvisati di un’offensiva su Tripoli, che abbiamo condannato sin dal suo inizio”, è la smentita del ministero degli Esteri francese. Eppure è con la cancelleria Angela Merkel che, nel pomeriggio, Conte ha un colloquio telefonico. Con Berlino, sin dall’inizio della crisi, l’Italia condivide una certa neutralità, nonché la convinzione che quella politica sia la sola soluzione percorribile. Certo, come ieri accennava lo stesso Conte, pesano le “influenze esterne”. Influenze che, in questi giorni, hanno anche infiammato la maggioranza giallo-verde, con il vicepremier Matteo Salvini pronto a lanciarsi in un’offensiva verbale contro Parigi. Il dossier libico, del resto, interessa in prima persona il leader leghista con le possibile conseguenze in fatto di flussi – e in piena campagna per le Europee – che la crisi potrebbe scatenare. Ma il vertice convocato oggi dal premier con il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta e i vertici dell’intelligence viene interpretata in ambienti della maggioranza come una mossa per avocare alla presidenza del Consiglio qualsiasi regia del dossier libico. Un gabinetto di crisi ad hoc, non a caso, è stato istituito a Palazzo Chigi e sarà attivo fino al termine dell’emergenza. Mentre, spiegano a Palazzo Chigi, sono “continui” i contatti tra gli staff diplomatici di Usa, Francia e i principali attori internazionali.

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