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World Refugee Day, raddoppiati negli ultimi 10 anni. Condizioni di accoglienza peggiorano

Oggi, 20 giugno, si celebra il World refugee day, giornata dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni e sulle sfide affrontate dai milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa di guerre, persecuzioni e violenze.
Negli ultimi dieci anni il numero di rifugiati nel mondo è praticamente raddoppiato, 10 milioni solo nel 2023, secondo i dati dell’UNHCR. Questo significa che sempre più persone sono costrette a cercare rifugio in paesi stranieri, spesso in condizioni di estrema precarietà e vulnerabilità.
Le condizioni dei centri di accoglienza sono sempre più degradanti, con sovraffollamento, mancanza di servizi igienici e assistenza sanitaria inadeguata.
Molte persone, soprattutto donne e bambini, si trovano in condizioni di estrema difficoltà, esposti a malattie, abusi e sfruttamento. In molti casi, i rifugiati sono letteralmente dimenticati, senza ricevere alcun aiuto o supporto da parte delle autorità competenti. Le attenzioni e le risorse si concentrano sui conflitti principali, come quello in corso in Ucraina o nella Striscia di Gaza, mentre altre emergenze umanitarie vengono totalmente ignorate.
A fonte di ciò, molti paesi non adottano politiche adeguate per l’accoglienza e il diritto di asilo.
In Italia, in particolare, la situazione è particolarmente critica. Non esiste una normativa organica dedicata allo status di rifugiato e molti di coloro che hanno i requisiti per poter reclamare il diritto di asilo sono costretti a vivere in condizioni di precarietà, spesso senza un tetto sopra la testa o accesso ai servizi di base.
È urgente rivedere le politiche di accoglienza e promuovere una maggiore solidarietà e inclusione nei confronti dei rifugiati.
Serve un impegno concreto da parte delle istituzioni nazionali e internazionali per garantire una protezione efficace e dignitosa a chi è costretto a fuggire per salvare la propria vita.
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è fondamentale ricordare che nessuno dovrebbe essere lasciato indietro. È nostro dovere come cittadini del mondo lottare per un futuro più giusto e solidale, in cui ogni persona possa vivere in pace e dignità, senza paura di essere perseguitata o discriminata.

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