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Uganda, inaugurato l’ospedale pediatrico di Emergency disegnato da Renzo Piano

Uno staff di 385 addetti, di cui 179 operatori  sanitari. L’80% circa professionisti locali e il 20% di provenienza internazionale:
chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici oltre allo staff non medico, costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95%
Sono numeri, ma non solo numeri, straordinari per una nuova struttura che nasce nel cuore dell’Africa grazie all’impegno di Emergency, organizzazione italiana che da sempre è impegnata a portare la sanità di eccellenza anche nei luoghi più remoti, nei paesi più poveri e svantaggiati,
Il Centro di chirurgia pediatrica di Emergency in Uganda nasce da un incontro, quello tra Gino Strada, chirurgo e fondatore della ong e Renzo Piano, uno dei più importanti architetti al mondo.
Due uomini che hanno condiviso un sogno: quello di costruire un “ospedale scandalosamente bello” nel cuore dell’Africa che potesse unire la chirurgia pediatrica con il più alto livello di architettura per divenire un centro di riferimento per i bambini di tutto il continente.

Quel sogno è diventato realtà anche grazie al sostegno del ministero della Salute ugandese: sulle rive del Lago Vittoria, a 1.200 metri in una zona verde e salubre, il Centro di chirurgia pediatrica di EMERGENCY ha aperto ieri le sue porte. I primi pazienti si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan, hanno tra i 3 e gli 11 anni e sono stati ricoverati per problemi all’apparato genitale, gastro-intestinale e ernie sovraombelicali.

L’ospedale di Entebbe curerà gratuitamente bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi.

“Il modo migliore per aiutare l’Africa è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italia – dichiara Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY – . Siamo andati in Uganda con tutte le competenze, gli equipaggiamenti, le tecnologie necessarie a fare una chirurgia di alto livello e con una struttura straordinaria. Facciamo tutti parte della comunità umana: siamo “uguali in dignità e diritti”, come è scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Abbiamo la responsabilità di curare un bambino africano esattamente come faremmo con un bambino italiano.

In Uganda, la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti su 1.000 nati e il 30% di questi decessi è causato dalla mancanza di cure chirurgiche adeguate.

Il Centro di Entebbe triplica di fatto la disponibilità di posti letto chirurgici per i bambini in Uganda e diventerà un punto di riferimento per le necessità chirurgiche di tutto il continente africano. Dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di EMERGENCY aperto a Khartoum, in Sudan, nel 2007, quello ugandese è il secondo centro dell’ANME, la Rete sanitaria di eccellenza in Africa nata nel 2010 su iniziativa di EMERGENCY, a cui hanno aderito 11 Paesi africani per sviluppare una rete di strutture sanitarie di eccellenza e rispondere a bisogni sanitari specifici su base regionale.

La struttura si estende su 9.700 metri quadri e dispone di 3 sale operatorie, 72 posti letto, di cui sei di terapia intensiva e sedici di terapia sub-intensiva, una sala di osservazione e stabilizzazione, 6 ambulatori, una radiologia, un laboratorio con banca del sangue, una TAC, farmacia, amministrazione, servizi ausiliari, foresteria per i pazienti stranieri, area di accoglienza ed educazione sanitaria e una area gioco esterna.

L’intero progetto è stato realizzato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con TAMassociati e la Building division di EMERGENCY.

“Mi piace pensare all’Africa come un laboratorio per il futuro e non solo come uno scenario di sofferenza e di guerre dimenticate. Gino mi ha sempre chiesto di disegnare un ospedale “scandalosamente bello” – spiega Renzo Piano. Parla dello scandalo della bellezza perché per certe persone è uno scandalo offrire bellezza ed eccellenza a tutti, in particolare ai più svantaggiati ed emarginati. D’altronde è risaputo che in tutte le lingue africane, lo swahili per primo, l’idea di bello è sempre accompagnata all’idea di buono: non c’è bellezza senza bontà.

I muri dell’ospedale sono stati edificati in pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che mantiene costanti la temperatura e l’umidità nell’edificio. Un’attenzione particolare è stata destinata alla sostenibilità ambientale, con una dotazione di circa 2.500 pannelli solari fotovoltaiciin copertura di una parte del fabbisogno energetico del Centro.

Tra gli obiettivi del Centro, la formazione di medici e infermieri che possano contribuire a migliorare la chirurgia pediatrica in Uganda.

“Il Paese non è del tutto sprovvisto di strutture sanitarie, né di cultura medica, ma necessita della collaborazione internazionale per garantire a fasce più ampie della popolazione la continuità di cure mediche di secondo e terzo livello e la formazione di specialisti – aggiunge Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY –. La scelta fatta per l’ospedale è stata di inserirlo nel contesto sanitario ugandese come centro di chirurgia elettiva pediatrica, generale e specialistica, al fine di permettere il trasferimento programmato dei piccoli pazienti da tutto il Paese e dall’estero.”

A regime, lo staff è composto da 385 addetti, di questi 179 sono personale sanitario. Chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici sono per l’80% circa professionisti locali e per il 20% professionisti di provenienza internazionale. Lo staff non medico è costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95%.

L’apertura dell’ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell’Uganda e della regione dell’Est Africa, grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazient – dichiara Ruth  Aceng  Ocero, Ministro della sanità dell’Uganda – . Questa iniziativa è parte dello sforzo del governo di rafforzare il sistema sanitario nazionale, riducendo i trasferimenti medici all’estero e potenziando i servizi sanitari per i nostri bambini. Il Centro permetterà inoltre all’Uganda di diventare meta di turismo sanitario per quanto concerne le prestazioni pediatriche e una istituzione centrale nella formazione del personale sanitario locale. Per questo, rivolgo il mio apprezzamento al lavoro di EMERGENCY e di tutti i nostri partner che hanno potuto rendere questo ospedale una realtà.”

Il ministero della Sanità ugandese ha partecipato da subito allo sviluppo del progetto, collaborando alla sua definizione, mettendo a disposizione il terreno su cui è stato costruito e finanziando, come previsto per tutti i progetti realizzati dalla rete ANME, il 20% dei lavori e dei costi di gestione.

EMERGENCY ringrazia particolarmente per aver creduto in questo progetto: Fondazione Prosolidar, RPBW – Renzo Piano Building Workshop, Stavros Niarcos Foundation, Fondazione Ravasi Garzanti.

La costruzione dell’ospedale è stata sostenuta da PARTNER: Agatos, AGC, Alessio tubi, Castelli Food, Duferco Travi e Profilati, Enel Greenpower, Simona e Franco Giorgetta Architetti paesaggisti,

Ingretech, J&A Consultants, KSB, MAEG, Mapei, Milani, Milan Ingegneria, Pellini industrie, Performance in Lighting, Perin generators, Prisma Engineering, Termo Idraulica srl, Resstende, Safic Alcan, Santerno, Schneider Electric, Shüco, TAMassociati, Tecnotubi, Theatro, Thema, Zinchitalia e 8 xmille Chiesa Valdese;

SOSTENITORI: Alubel, Atlas Concorde, B Braun, Cool Head Europe, Doka, Favero health projects, FIAMM, GAE Engineering, Giugliano Costruzioni Metalliche, Riello UPS, Valsir, Velux, Zintek; AMICI: Banor; Bartlett Foundation; Casalgrande Padana; Fondazione Promozione Acciaio; Fumagalli; Gima; GSA; Kiloutou Cofiloc; Leister; Maspero Elevatori; MPL Feralpi Group; Polyglass; PPG Industries; Tecnaria e Zanutta.

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