Skip to content

Sudan. Si riunisce ad Addis Abeba il Fronte delle forze civili

Oltre 100 delegati dei comitati di resistenza, dei comitati di quartiere, di associazioni ed organizzazioni, dei sindacati, partiti politici e leader religiosi sono riuniti in queste ore ad Addis Abeba, con l’obiettivo di istituire un Fronte Civile democratico al fine di porre fine alla guerra che da oltre sei mesi sta devastando il paese.

Sudan, colpo di stato in atto. Preso l’aeroporto ed il palazzo presidenziale

Il forum, che avrebbe dovuto avviarsi ad inizio mese, ha visto rimandare l’avvio in risposta alla richiesta di ulteriore tempo formulata dell’ex Primo Ministro sudanese Abdallah Hamdok (tra i principali promotori).

Abdalla Hamdok, economista, politico e funzionario sudanese, Primo ministro del Sudan dal 21 agosto 2019 al 25 ottobre 2021 e nuovamente dal 21 novembre 2021 al 2 gennaio 2022.

Al centro degli sforzi di Hamdok vi erano le consultazioni con l’SPLM-N guidato da Abdel Aziz al-Hilu e il Movimento di liberazione del Sudan guidato da Abdel Wahid Nur (SLM-AW), le condizioni per la loro partecipazione e la loro inclusione nel fronte civile.

Secondo la stampa sudanese, al forum parteciperebbero anche delegati delle Forze per la libertà e il cambiamento, del Movimento per la Giustizia e l’Uguaglianza, del Partito repubblicano, della Coalizione delle forze civili nel Sudan orientale, alcuni ufficiali dell’esercito, leader religiosi in rappresentanza anche delle minoranze.

Al-Tayeb Malkabi, un membro del comitato preparatorio per il Fronte Civile, ha informato il Sudan Tribune che il comitato misto ha approvato un ordine del giorno della riunione preparatoria e le regole procedurali per la sua gestione, con Abdallah Hamdok a tirare le fila.

Addis Abeba, lunedì 23 Ottobre 2023. Abdallah Hamdok con delegati dell’FFC e della società civile. Credit: Sudan Tribune

Malkabi ha sottolineato che le forze della società civile costituiscono non più del 20% dei membri dell’incontro, mentre la rappresentanza dei partiti politici e dei movimenti armati comprende solo 13 individui su un totale di 90 partecipanti.

Fonti hanno riferito a Sudan Tribune che il processo non è stato privo di disaccordi riguardanti le liste dei partecipanti, le sfide di coordinamento e i tentativi di includere ulteriori rappresentanti o gruppi, ma che tali controversie sono state superate come dimostra il bassissimo tasso di assenteismo al forum, sotto al 2% (a detta degli organizzatori).

Sudan, sei mesi di sanguinoso conflitto: 5 mila morti e quasi sei milioni di sfollati

L’incontro preparatorio, a detta di Hamdok (nella dichiarazione di lunedì 23 Ottobre), è volto all’istituzione formale di un Fronte civile che avrà luogo durante il mese di Novembre, alla valutazione dell’adesione di ulteriori gruppi interessati all’iniziativa, al porre fine alla guerra tra l’esercito e le Forze di supporto rapido e al garantire l’assistenza umanitaria per il popolo sudanese ormai allo stremo delle forze.

In un breve discorso, l’ex capo del gabinetto di transizione più volte ha fatto riferimento alle sofferenze dei sudanesi: “Siamo riuniti qui oggi per avviare il processo di ricerca di soluzioni sostenibili al disastro che sta affliggendo il nostro paese“, ha detto. “Questo incontro preparatorio è l’inizio di un processo più ampio che apre la strada al coinvolgimento di tutte le forze nazionali che si oppongono alla guerra e sostengono la pace e una transizione democratica“, ha aggiunto.

Hamdok, rovesciato da un colpo di stato guidato dall’esercito nel gennaio 2022, si è trasferito negli Emirati Arabi Uniti dove si è concentrato su questioni regionali, prendendo le distanze dalle Forze per la Libertà e il Cambiamento (FFC) che lo hanno portato al potere.

Sudan, il colpo di stato annunciato è compiuto. Premier arrestato dai militari

Tuttavia, dopo lo scoppio della guerra ad Aprile 2023, si è reso protagonista di numerosi appelli per porre fine ai combattimenti, ha condotto una serie di incontri con gli attori regionali e internazionali esortandoli a esercitare la necessaria pressione sulle due parti in conflitto per cessare le ostilità.

 

 

 

 

 

 

Torna su