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Sudan, abolita la legge che boicottava Israele. Primi effetti degli accordi di Abramo

Con un voto congiunto del Consiglio Sovrano e del Consiglio dei Ministri il Sudan ha abolito la legge del 1958 sul boicottaggio di Israele che proibiva qualunque rapporto diplomatico ed economico con lo stato ebraico.
Ad annunciarlo il ministro della giustizia Nasredeen Abdulbari.
Il Sudan ha avviato un fragile percorso di democratizzazione dopo che nell’aprile 2019 una rivolta popolare ha portato i militari a rovesciare l’autocrate Omar al-Bashir. Il paese e’ ora retto da un governo congiunto militare e civile che persegue relazioni migliori con l’Occidente. Con il voto, il Consiglio dei Ministri ha anche affermato l’appoggio del Sudan alla creazione di uno stato palestinese indipendente come parte di una soluzione a due stati del conflitto arabo-israeliano. Il provvedimento di lunedi’ consente ai cittadini del Sudan di fare affari con gli israeliani e di visitare parenti in Israele, dove vivono attualmente almeno 6.000 sudanesi.
Il Sudan è stato il terzo paese del mondo arabo, lo scorso anno, ad accettare di normalizzare i rapporti con Israele.
La scelta del Sudan ha un forte valore simbolico giacché Khartum è la città che nel 1967, dopo la guerra dei sei giorni, ospito’ lo storico vertice in cui la Lega Araba approvò la risoluzione divenuta nota come quella dei “tre no”: no alla pace con Israele, no al riconoscimento di Israele, no al negoziato con Israele. Negli anni passati, il Sudan intrattenne anche stretti legami con nemici giurati di Israele come i gruppi terroristi Hamas e Hezbollah.

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