vai al contenuto principale

Senegal, un affronto alle vittime e una prova d’impunità: il parlamento sta per approvare la legge di amnistia

Il governo senegalese ha presentato al parlamento una legge di amnistia che suona come un affronto ai sopravvissuti e ai familiari delle decine di persone uccise dalle forze di sicurezza negli ultimi tre anni e una riaffermazione dell’impunità di queste ultime.

La proposta ha già ottenuto l’approvazione, alla fine di febbraio, del cosiddetto “dialogo nazionale”, convocato a seguito della crisi politica scaturita dalla decisione del presidente uscente di sospendere le elezioni presidenziali. 

 

In nome di uno “spirito di riconciliazione nazionale” e del “mantenimento del primato della legge e della repubblica”, l’amnistia riguarda tutti i reati o le offese minori compiuti “durante proteste o incidenti politicamente motivati che hanno avuto luogo tra il 1° febbraio 2021 e il 25 febbraio 2024, in Senegal o all’estero”.

Nel periodo coperto dall’amnistia la repressione delle proteste pacifiche, i blackout di Internet e gli attacchi contro i mezzi d’informazione si sono fatti sempre più frequenti. Secondo Amnesty International, sono stati uccisi almeno 60 manifestanti.

Torna su