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Russia, l’Ucraina attacca una fabbrica di droni che impiega studenti-lavori africani ridotti in semi-schiavitù

Martedì mattina, 2 aprile, un piccolo aereo ucraino, modificato per volare senza pilota, si è schiantato contro un edificio industriale a Yelabuga, nella repubblica russa del Tatarstan, a oltre 1000 km a est di Mosca e a 1300 km dal confine con l’Ucraina. Si è trattato dell’attacco più profondo dell’Ucraina all’interno del territorio russo dall’inizio della guerra.

La notizia è stata confermata da fonti vicine al governo russo, secondo le quali almeno 14 persone sarebbero rimaste ferite a seguito dell’attacco, ma nonostante questo “il processo industriale non è stato interrotto e non ci sono stati danni gravi“:

Secondo la stessa fonte, i feriti sarebbero cittadini di nove paesi diversi, compresi alcuni africani. Una delle vittime – presentata come studentessa del Kenya, di nome Otieno Macrene Ochieng – afferma in un video che è stato attaccato il dormitorio studentesco, dove lei stessa si trovava: “Secondo me volevano intimidirci ed io ora sto bene“.

Secondo un media russo indipendente, invece, il drone ucraino avrebbe colpito un’importante raffineria di petrolio “dove vengono impiegati degli studenti per assemblare droni iraniani di tipo Shahed impiegati dall’esercito russo“:

I servizi di sicurezza ucraini affermano che l’attacco ha causato danni significativi agli impianti di produzione dei droni. In base alle immagini e alle riprese video della scena dell’incidente, però, i danni sarebbero significativi anche al complesso “Heron”, una serie di otto dormitori destinati agli studenti del Politecnico di Yelabuga, che si trova a 300-400 metri da un sito di assemblaggio di droni.

Un anno fa il media “Protokol” e il canale YouTube “RZVRT” hanno pubblicato un’indagine in due parti che rivelava l’assemblaggio di massa di droni da combattimento di tipo Shahed provenienti da componenti iraniani per l’esercito russo nella “zona economica speciale” di Yelabuga, ma è soprattutto la seconda parte dell’indagine che qui ci interessa, perché i giornalisti avevano riferito che “gli studenti del Politecnico della città – compresi minorenni – erano coinvolti nell’assemblaggio dei droni nell’ambito di un cosiddetto “programma duale” in cui potevano combinare lavoro e studio, potenzialmente guadagnando fino a 70.000 rubli (750 dollari) al mese a partire dal primo anno di iscrizione“.

In particolare, al minuto 25′ i giornalisti di “Protokol” e “RZVRT” affermano che “gli studenti dei paesi africani sono stati indotti a iscriversi al college utilizzando Tinder” e che “gli studenti/lavoratori sono trattati come schiavi“.

Secondo il rapporto, diverse centinaia di studenti internazionali frequentano l’istituto scolastico e sono coinvolti nell’assemblaggio di droni: “Gli studenti hanno affermato che a volte lavoravano per giorni senza dormire o mangiare adeguatamente, mentre l’amministrazione del college li intimidiva e li metteva a tacere“.

Secondo un’inchiesta esclusiva del “Washington Post” del luglio 2023, la Russia intende “costruire 6.000 droni d’attacco con l’aiuto dell’Iran

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