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RDCongo, quasi 50 soldati condannati a morte in meno di una settimana per reati legati alla guerra contro l’M23

In Repubblica Democratica del Congo (RDC), la giustizia militare ha recentemente condannato a morte un totale di quasi cinquanta soldati accusati di vari reati legati alla condotta di guerra contro i ribelli del M23. Ieri, 8 luglio 2024, ventidue soldati sono stati condannati per “fuga davanti al nemico”, portando il numero complessivo di condanne capitali a quasi cinquanta in meno di una settimana. Il tribunale di Lubero, nel Nord Kivu, ha emesso sedici condanne a morte, tre condanne a dieci anni di prigione e ha assolto tre imputati, mentre l’accusa aveva richiesto la pena capitale per ventidue soldati. In un altro caso, sei soldati sono stati condannati a morte e uno è stato assolto, come precisato dall’avvocato Jules Muvweko.

Inoltre, il 4 luglio, una corte marziale della provincia del Nord Kivu ha condannato a morte venticinque soldati per “fuga di fronte al nemico”, “perdita di munizioni”, “violazione degli ordini impartiti” e “furto”. Altri sei imputati, tra cui due soldati e quattro donne civili, mogli di altri soldati, sono stati assolti per mancanza di prove. Su “Focus on Africa” ne aveva scritto Riccardo Noury:

RDCongo, 25 soldati congolesi condannati a morte per “fuga davanti al nemico”

Il nemico in questione è l’M23, il Movimento 23 Marzo, che il governo congolese e altri sostengono essere appoggiato dal Rwanda (che invece smentisce categoricamente). Quattro mesi fa, il governo di Kinshasa aveva annullato la moratoria sulla pena capitale, in vigore dal 2003, ripristinandola per il reato di “tradimento” e altre fattispecie legate alla condotta di guerra. Già a maggio, otto soldati erano stati condannati a morte da una corte marziale di Goma per “codardia” e “fuga di fronte al nemico”.

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