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RDCongo, il vulcano Nyiragongo dà segni di ripresa, la città di Goma va in allerta

Nella sera di martedì 11 ottobre a Goma, capitale del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sul confine con il Rwanda, era visibile un bagliore rosso in cima al Nyiragongo, a oltre 3400 metri di altezza, segno concreto che il vulcano ha ripreso la sua attività.

Secondo quanto spiegato in un comunicato ufficiale dell’Osservatorio Vulcanologico locale (OVG), intorno alle 15:30 è stata registrata un’attività insolita nei siti di misurazione di Munigi e Kibati: tremori vulcanici relativi al movimento del magma.

Dopo l’analisi del livello di energia, in questi siti di misurazione è stato riscontrato uno sporadico aumento di energia. Tuttavia, l’analisi dei sismogrammi non mostra alcun terremoto di rilievo che specifichi una situazione anomala”, ha precisato l’OVG. La popolazione di Munigi ha avvertito brontolii e dopo qualche ora in cima al cratere sono comparsi dei bagliori, che con tutta probabilità sono dovuti ad un rapido accrescimento del livello magmatico. L’istituto di ricerca ha garantito un monitoraggio continuo e, sebbene non si possa escludere un aumento dell’attività eruttiva, al momento la situazione pare sotto controllo. In questo quadro, diverse squadre dell’OVG sono state allertate per potenziare le misurazioni di temperatura, concentrazione di gas e movimenti delle crepe nel terreno.

Il livello di allerta continua ad essere “giallo”, ma i vulcanologi di Goma hanno comunque invitato le autorità civili a essere vigilanti: nell’ultima settimana la sismicità della zona è aumentata, ma soprattutto lungo la grande linea di frattura tra i due vulcani attivi della regione, il Nyiragongo, appunto, e il Nyamulagira. Si tratta di una sismicità legata ai movimenti magmatici sotterranei; tuttavia, sono stati registrati anche diverse scosse sismiche di tipo tettonico, localizzati a nord-ovest del lago Kivu. Variazioni si sono avute anche nei parametri della geodesia e della geochimica: se il mutamento delle temperature nelle crepe lungo i fianchi dei vulcani sono trascurabili e sostanzialmente stabili, la concentrazione di CO₂ in quelle stesse fratture, invece, è aumentata soprattutto nei pressi di Bugarura e Munigi.

Oltre un anno fa, il 22 maggio 2021, la città di Goma visse alcune settimane in tensione e in sofferenza per l’eruzione del Nyiragongo, così come anche la vicina città rwandese di Gisenyi; ci furono almeno 15 morti e oltre 500 abitazioni distrutte, quasi tutte concentrate tra il villaggio di Kibati, a una decina di chilometri da Goma, e il quartiere di Buhene, periferia settentrionale della capitale. Inoltre, le persone che avevano precipitosamente evacuato la città a causa della minaccia di una nuova, possibile eruzione, furono 450.000, di cui 280.000 bambini, come stimò l’UNICEF. In precedenza, almeno altre due eruzioni causarono perdite di vite umane e di mezzi di sussistenza, nonché gravi distruzioni e disagi socioeconomici, quelle del 1977 e del 2002.

Focus on Africa” seguì attentamente gli sviluppi dell’eruzione del 2021 con i seguenti articoli:

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