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RDCongo: almeno 100 morti nel naufragio di un’imbarcazione fluviale

Almeno un centinaio di persone sono annegate, nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio, per il naufragato di un battello lungo il fiume Lulonga, un affluente del Congo, a valle di Basankusu, nella provincia di Equateur della RDCongo. L’imbarcazione, che navigava al buio e con il maltempo, era diretta a Liranga, in Congo-Brazzaville, e non si conosce il numero totale di passeggeri, ma probabilmente era sovraccarica di persone e di merci, nonché strutturalmente precaria. Secondo alcune fonti, i morti potrebbero essere anche 145, altri dicono addirittura oltre 150, ma al momento i corpi recuperati sono solo una quindicina.

La zona è priva di copertura telefonica, per cui le comunicazioni sono alquanto difficili, ecco perché le operazioni di salvataggio e ricerca da parte della Croce Rossa e di altre associazioni sono partite solo tra giovedì e venerdì. Secondo le autorità del porto di Basankusu, riportate da “RFI”, l’imbarcazione trasportava “tonnellate di merci, bestiame e centinaia di passeggeri e voleva salpare senza controllo”. Inoltre, questi mezzi di trasporto non sono dotati di salvagenti, né di altre misure di sicurezza, per cui sono delle vere e proprie “bare galleggianti”, come ha dichiarato con un’espressione forte il deputato congolese Sam Bokolombe: QUI.

Le carenze del settore dei trasporti fluviali, nella RDCongo, sono enormi, soprattutto se si considera che i fiumi sono le principali vie di comunicazione e trasporto per larga parte del grande Paese africano: mancano infrastrutture di base, misure di sicurezza e controllo, forme di manutenzione e preparazione, infatti i naufragi sono tragedie molto ricorrenti, purtroppo. Tra i peggiori, quello avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2021, meno di un anno e mezzo fa, quando morirono almeno 60 persone, come riferimmo su “Focus on Africa”:

Le province centro-settentrionali della Repubblica Democratica del Congo, nel pieno dell’immenso bacino del grande fiume, hanno poche strade, quasi sempre sterrate e fangose, per cui per permettere la circolazione di persone e merci vi sono solo il fiume e i suoi affluenti, ma mancano i mezzi di trasporto e le misure di sicurezza. In tal modo, le imbarcazioni raffazzonate sono la regola, così come la presenza di passeggeri senza biglietto che rende impossibile controllare il numero di persone a bordo.

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