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Oromia, Badhaadhina WBO la celebrazione dell’OLA Day

Il 1° gennaio 2022 in Oromia si è celebrato il WBO Day per commemorare la nascita del Waraana Bilisummaa Oromoo, (WBO) conosciuto in Occidente con la sigla OLA (Oromo Liberation Army). Il Waraaana Bilisummaa Oromo è stato fondato nel 1973 come logica conseguenza di una serie ininterrotta di rivolte popolari e insurrezioni oromo iniziate negli anni Sessanta contro il regime feudale dell’ultimo imperatore Amhara: Tafari Makonnen chiamato Qädamawi Häylä Səllasé (Potenza della Trinità).

Gli Oromo (si presume siano popolazioni migrate dal Kenya) rimasero indipendenti fino all’ultimo quarto del XIX secolo, quando persero la loro sovranità e furono colonizzati dagli Amhara. L’oppressione fu dura sotto il dominio imperiale di Häylä Səllasé. La lingua Oromo fu bandita dall’istruzione e dall’uso nell’amministrazione.  La cultura Amhara fu imposta agli Oromo con la violenza. Sia il governo Haile Selassie che la giunta militare stalinista del Derg trasferirono numerosi Amhara in Oromia dove prestarono servizio nell’amministrazione del governo, nei tribunali, nella chiesa e persino nella scuola, dove i testi oromo furono eliminati e sostituiti dalla lingua amarica.

Le élite Amhara percepirono l’identità e le lingue oromo come un ostacolo all’espansione dell’identità nazionale etiope che in realtà era l’imposizione etnica Amhara sulle altre 78 etnie etiopi. Il dominio Amhara dopo una parentesi di 30 anni dal 2019 è ritornato ad essere attuale grazie al Premier etiope Abiy Ahmed Ali (di origini Oromo). Per attuare questo sogno nel novembre 2020 parteciparono Hussein Sora, Elemo Qiltu e vari altri leader Oromo.

Fu durante questa conferenza che si formò ufficialmente il Fronte di Liberazione Oromo. Le unità armate Oromo nelle montagne di Chercher furono adottate come ala militare dell’organizzazione, Waraanna Bilisummaa Oromo – WBO che fu posto sotto il comando di Hassen Ibrahi, più comunemente noto con il suo nome di battaglia: Elemo Qiltu. Nel 1974 il WBO decise di aumentare le sue attività militari in Oromia contro la giunta militare DERG capeggiata da Menghistu Hailé Mariàm che aveva preso il potere il 12 settembre deponendo e uccidendo l’ultimo imperatore Amhara.

Il primo nucleo di combattenti OLA fu annientato nella battaglia di Tiro nell’inverno del 1974 dal Generale Getachew Shibeshi inviato da Menghistu a domare l’insurrezione. Durante la battaglia Hassen Ibrahi fu ucciso. Nel tentativo di soggiogare qualsiasi ulteriore rivolta Oromo, il Derg istigò arresti e uccisioni di massa nelle aree urbane circostanti in cui aveva operato l’OLA, in particolare nelle città di Gelemso, Badessa, Mechara, Boke e Balbaleti.

Il Oromo Liberation Front tentò di riorganizzare la sua ala militare affidandola al Generale Tadesse Birru, evaso di prigione che rivitalizzò l’OLA iniziando una lotta armata nella regione di Shewa, in Oromia assieme al Generale Hailu Regassa. Entrambi furono catturati e giustiziati nel 1976. Un grave errore commesso da Menghistu. La morte di Birru e Regassa innescò un rapido afflusso di reclute Oromo che rafforzò il Oromo Liberation Army.

Tra il 1977 e il 1978 la guerra tra Somalia ed Etiopia fu la fortuna del OLA. Armi abbandonate da entrambi gli eserciti furono facilmente recuperate per armare le nuove reclute. Tuttavia il periodo fu caratterizzato da grosse difficoltà militari in quanto sia gli eserciti regolari etiope e somalo che il movimento indipendentistico somalo dell’Ogaden Fronte di Liberazione della Somalia Occidentale, erano tutti contro l’OLF e fecero del loro meglio per eliminare il OLA.

Negli anni Ottanta il OLF / OLA riuscì ad allearsi con il dittatore sudanese Omar El Bashir. Da lui ottennero l’apertura di un ufficio di rappresentanza a Khartoum, sostegno politico, economico e militare. Il regime del DERG preoccupato del rafforzamento del OLA avviò una campagna di pulizia etnica in Oromia che servì solo ad aumentare il sostegno popolare al OLF / OLA.

Alla fine degli anni Ottanta, OLA era cresciuta da poche centinaia a oltre 10.000 soldati. Nonostante il loro numero, le truppe erano scarsamente equipaggiate rispetto agli altri gruppi ribelli che operavano in Etiopia all’epoca, vale a dire il Fronte di liberazione del popolo eritreo guidato da Isaias Afwerki e il TPLF. L’OLA controllava vaste aree di territorio nell’Oromia meridionale, occidentale e orientale e uffici e basi militari furono istituiti nelle principali città come Jijiga, Assosa, Dembidollo e Mendi.

L’OLA decise di unirsi al Fronte popolare eritreo e al TPLF durante la Conferenza di Londra nel maggio 1991. In quella conferenza fu deciso di concedere l’indipendenza all’Eritrea ma non all’Oromia che si doveva impegnare a formare un governo di coalizione con il TPLF e un nuovo sistema amministrativo basato sul una Federazione di singole regioni con larghi poteri autonomi.

I guerriglieri del TPLF e del OLA liberarono insieme Addis Ababa, destituendo il regime del DERG. Il OLF entrò nel governo di transizione EPRDF (Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front)  guidato dal TPLF. Il OLF deteneva il secondo maggior numero di seggi all’interno del governo.

I due gruppi, tuttavia, non furono in grado di lavorare insieme in gran parte perché la dirigenza tigrina creò il Oromo Peoples’ Democratic Organization (OPDO), uno stratagemma dell’EPRDF per limitare il potere e l’influenza dell’OLF.

Alla fine, iniziarono a scoppiare schermaglie tra le loro ali militari anche se entrambi i gruppi avevano deciso di accampare le loro forze fino a quando non fossero state adeguatamente trasferite in un esercito nazionale. Nel 1992, l’OLF annunciò che si sarebbe ritirato dal governo a causa di “molestie e assassinii dei suoi membri”.

In risposta, l’EPRDF attaccò preventivamente i guerriglieri OLA. L’offensiva del TPLF ridusse notevolmente il potere di combattimento del OLA. Ventimila dei suoi combattenti furono immediatamente arrestati e migliaia furono uccisi nelle incursioni nei campi. La superiorità militare del TPLF in termini di numero di soldati e qualità delle armi alla fine costrinse il OLF / OLA a intraprendere la guerriglia.

La repressione del Waraana Bilisummaa Oromoo, da parte della dirigenza del Tigray fu molto dura. Furono applicati metodi di repressione anche contro i civili che sono praticamente identici a quelli attualmente utilizzati dal Premier Abiy e dalla dirigenza fascista Amhara. Migliaia di civili furono arrestati tra il 1993 e il 1999 perché sospettati di sostenere o essere membri del OLF. Il successo del TPLF nell’eliminare rapidamente la capacità militare del OLF costrinse l’OLA a condurre una lotta di basso profilo. La maggioranza dei dirigenti OLF / OLA erano finiti in carcere o in esilio in Europa e Stati Uniti.

Dal 2012 il OLF riuscì a sfruttare il malcontento della popolazione Oromo verso la coalizione di governo EPRDF e della dirigenza nazionale tigrina, per creare un forte movimento di protesta e cementare una unione politica strategica con l’opposizione Amhara. Nel 2017 l’alleanza Amhara Oromo aveva messo in serie difficoltà il TPLF. Si era ad un passo dalla guerra civile. La protesta popolare delle due principali etnie costrinse il Primo Ministro Hailemariam Desalegn a dimettersi nell’aprile 2018. Per evitare la guerra civile il TPLF mise al potere un loro uomo fidato: Abiy Ahmed Ali.

Un giovane politico di appena 40 anni sconosciuto all’estero ma quadro militare importante  all’interno del EPRDF di origine etnica Oromo / Amhara. Ex guerrigliero del Oromo Democratic Party (OPD), un’altra formazione guerrigliera che si unì nella lotta contro il DERG, Abiy si legò al TPLF imparando addirittura la lingua Tigrina, ottenendo importanti incarichi all’interno dell’apparato di sicurezza del TPLF che aveva creato il ENDF (Ethiopian National Defense Force).

Dopo aver partecipato alla missione di pace in Rwanda nel 1994 e alla guerra etiope eritrea nel 1998, Abiy fu incaricato di reprimere la violenta confrontazione tra mussulmani e ortodossi a Beshasha, la sua città natale in Oromia.  Riuscito nell’intento Abiy intraprese anche la carriera politica diventando Parlamentare. Nel 2006 Abiy fonda la INSA (Ethiopian Information Network Security Agency) dirigendola per due anni. La INSA divenne sotto Abiy in formidabile arma di controllo sociale che controllava la Ethio Telecom e tutti i media etiopi. Abiy aveva il grado di Luogotenente Colonnello del ENDF prima della sua nomina a Primo Ministro.

Nell’agosto 2018 Abiy riuscì a raggiungere un accordo di pace tra il governo etiope e l’OLF, che impose un cessate il fuoco, la continuazione delle attività del OLF con “mezzi pacifici” e la creazione di un comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo. L’accordo era teso a inserire la potente organizzazione politica OLF nel network politico personale di Abiy (già composto dalla leadership Amhara e dittatore eritreo) per creare un fronte unico contro il Tigray. Fu permesso ai principali leader OLF in esilio di ritornare in patria con garanzia di amnistia e il OLF fu cancellato dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

La pace del 2018 sancì la scissione tra OLF e la sua ala militare: il OLA, che considerava l’accordo firmato con Abiy come un tradimento della causa politica degli Oromo. Jaal Marroo, assunse il comando dell’OLA nel giugno 2021. L’alleanza politica tra il Prosperity Party e il OLF fu disintegrata dall’omicidio commissionato dal Premier Abiy del famoso cantante e attivista oromo Haacaaluu Hundeessaa. La brutale repressione delle proteste Oromo a seguito di questo assassinio (oltre 400 civili uccisi) screditò la leadership del OLF e rafforzò l’ala militare OLA contraria a qualsiasi compromesso.

Approfittando che l’esercito federale era impegnato a combattere il TPLF in Tigray, il OLA iniziò una serie di campagne miliari in Oromia, liberando varie aree della regione che ospita anche la capitale  Addis Ababa (Finfinee in Oromo). OLA dichiarò che il suo obiettivo politico era quello di liberare l’Oromia dal dominio etnico Amhara del Prosperity Party. Dopodiché gli Oromo avrebbero potuto votare se rimanere nella federazione o se diventare uno Paese indipendente.

Nel primo semestre del 2021 il OLA aveva reclutato migliaia di giovani Oromo e liberato varie zone rurali della Oromia. Diverse sono state le accuse di crimini di guerra rivolte dal regime Amhara al OLA. Accuse non comprovate. Certe solo le esecuzioni extragiudiziali compiute dal OLA contro i funzionari Oromo sospettati di crimini e collaborazione con il dominio etnico Amhara.

Nel luglio 2021 i dirigenti del OLA decido di riformare l’alleanza con il TPLF che destituì Menghistu, per combattere la dirigenza fascista Amhara, le truppe eritree e deporre Abiy. Entro la fine di ottobre 2021, l’OLA controllava gran parte della provincia di Welega, tra cui East, West, Kellam, Horo e Illu e prese il controllo di Kamisee il 31 ottobre 2021, mentre le forze di difesa del Tigray presero il controllo di Kombolcha. Il 1° novembre, Jaal Marroo dichiarò che l’OLA aveva preso “diverse città dell’Oromia occidentale, centrale e meridionale, incontrando poca resistenza da parte delle forze governative che si stavano ritirando”.

Agli inizi di Novembre le truppe dell’OLA erano presenti nell’hinterland di Addis Ababa in attesa dell’arrivo dell’esercito regionale del Tigray che stava avanzando verso la capitale dal Nord. Almeno tre divisioni del OLA erano state inviate in Amhara per combattere assieme al TPLF. Il 4 novembre OLA partecipò assieme al TPLF e altri gruppi politici militari di 7 regioni etiopi alla fondazione (avvenuta a Washington D.C.) del  United Front of Ethiopian Federalist Forces – UFEFF (Fronte Unito delle Forze Federaliste Etiopi), la coalizione di governo destinata a sostituire i fascisti Amhara e il Premier Abiy.

L’alleanza con il TPLF e l’adesione al UFEFF furono oggetto di critiche all’interno dell’OLA. Molti quadri militari e politici si ricordavano del “tradimento” tigrino dopo aver vinto contro le truppe di Menghistu. Fu il Comandante Jaal Marroo a convincere tutti i membri del OLA, spiegando che l’attuale situazione politica in Etiopia non avrebbe mai permesso al TPLF di dominare la coalizione di governo come nei precedenti 30 anni.

Marroo spiegò che la dirigenza tigrina avrebbe partecipato al Fronte Unito delle Forze Federaliste Etiopi ma non avrebbe cercato l’egemonia politica essendo più interessato a concentrarsi sul Tigray grazie ad una revisione del modello federalista destinata a concedere maggiori autonomie alle singole regioni.

Marroo spiegò che tramite l’alleanza con il TPLF per la prima volta il popolo Oromo avrebbe avuto l’occasione di essere la principale forza politica della coalizione di governo nel Post Abiy. L’ultima dichiarazione pubblica rilasciata da Marroo è stata quando le forze congiunte di Tigrayan e Oromo sono scese verso la capitale Addis Abba il 7 novembre.

Il OLA ha subito la disfatta militare in Amhara combattendo al fianco dell’esercito regionale del Tigray durante la recente offensiva militare dell’esercito eritreo supportata dai droni della Cina, Emirati, Iran e Turchia. Rispetto al TDF, OLA ha subito meno perdite riuscendo a salvare le sue unità che ora si sono attestate principalmente in Oromia continuando la guerra di liberazione.

Il Comandante Marroo dimostra di avere una ampia visione politica che va al di là delle rivendicazioni etniche Oromo per abbracciare la causa del federalismo e dell’unità territoriale e politica nazionale. Si è appellato a tutte le 78 etnie del paese affinché si aggreghino alla lotta di liberazione spiegando che sotto il regime Amhara non vi era alcun spazio per le popolazioni dell’Etiopia all’infuori della sottomissione al dominio etnico architettato dagli abissini.

Marroo, ex studente universitario, ha introdotto nel movimento armato OLA il rispetto dei diritti umani e il concetto di conquistate la mente e i cuori degli Oromo e degli Etiopi senza terrorizzare le persone. Supportato da Arabia Saudita, Egitto, Stati Uniti e Sudan, il OLA sotto il comando di Marroo si è trasformato da movimento guerrigliero ad esercito regolare ben disciplinato e addestrato anche se continua a soffrire la carenza di armamenti pesanti come artiglieria campale, lancia missili mobili, blindati e carri armati.

Il OLA è diventato la prima formazione politica Oromo, declassando il OLF. Questo successo politico è dovuto a tre fattori. La maggioranza dei leader fondatori del OLF si trova in prigione dal luglio 2020. La leadership che li ha temporaneamente sostituiti non ha lo stesso spessore politico e il regime Amhara è riuscito tramite corruzione a creare profonde fratture all’interno del OLF e una non dichiarata collaborazione con il Premier Abiy in funzione anti Oromia e anti OLA. Le esecuzioni extra giudiziarie, la repressione politica e furie genocidarie del Prosperity Party contro la popolazione Oromo ha infuocato cuori e menti di 40 milioni di etiopi che ora supportano senza riserve Marroo e il OLA. I ranghi dell’OLA non si stanno riempiendo oggi a causa dell’alleanza con il TPLF. Si stanno riempiendo perché l’Oromia è una zona di guerra sotto l’amministrazione del Partito della Prosperità.

 

 

Il Comandante Marroo ha impostato l’azione militare del OLA sulle leggi Safuu che regolano la moralità del popolo Oromo. La prima è di non uccidere un altro Oromo. Una legge divenuta il fondamento morale delle operazioni militari del OLA. Al posto di uccidere gli Oromo che sostengono il regime viene applicata la legge del “Gumaan yho hin baane” ovvero del diritto alla vittima di amministrare la propria giustizia senza però uccidere.  Alla prima legge fanno eccezioni i casi eclatanti di collaborazione di funzionari o ufficiali delle forze armate Oromo con gli Amhara e gli eritrei. Collaborazioni che comportano stragi di civili Oromo. La seconda legge Safuu è la “Mirga Itisa”, il diritto all’autodifesa.

Dopo la sconfitta subita in Amhara Marroo è ora in grado di mantenere i territori liberati in Oromia e di acquisirne di nuovi grazie al fatto che l’esercito eritreo (unica vera e propria forza militare attualmente a disposizione dei fascisti Amhara) è concentrata a combattere il TPLF nel Western e Southern Tigray e non ha alcuna intenzione di impegnarsi militarmente in Oromia. Il regime Amhara, per contrastare OLA ha a disposizione solo la polizia federale e alcune unità dell’esercito e forze speciali oromo ancora fedeli ad Abiy. Nelle ultime settimane si sono intensificati i bombardamenti aerei e le violenze sui civili nelle città ancora in mano dei fascisti Amhara.

Nelle ultime due settimane di dicembre il Oromo Liberation Army ha inflitto pesanti perdite alle forze federali nei distretti di Wadara, Guji, Goro Dola, liberando la cittadina di Miesso. I guerriglieri OLA hanno anche lanciato un’offensiva sulla autostrada Addis Ababa – Bahir Dar per interrompere il supporto logistico alle truppe Amhara ed eritree che stanno combattendo in Tigray, rimanendo così fedele all’alleanza con il TPLF. L’offensiva è stata respinta a danno di numerose vittime tra le milizie Amhara e i soldati eritrei.

Il 29 dicembre il sito web ufficiale dell’OLA ha pubblicato un comunicato stampa sulla creazione del dialogo nazionale voluta dal Premier Abiy. Nel comunicato OLA dichiara di non riconoscere l’iniziativa in quanto ritiene un non sense avviare un processo di dialogo nazionale mentre sono in corso campagne militari contro la popolazione Oromo.

Lo sforzo di Abiy per avviare un dialogo nazionale, che miri a istituire una commissione i cui membri devono essere scelti personalmente dallo stesso premier, è, nella migliore delle ipotesi, uno scherzo molto costoso in un paese con risorse nazionali in diminuzione. Nessun dialogo nazionale può essere significativo senza essere veramente inclusivo e sotto la supervisione di una commissione indipendente. Nella sua crociata per “sradicare” le nostre forze in prima linea, l’esercito disordinato del regime di polizia speciale e milizia locale è stato sconfitto su tutti i fronti. Le nostre forze hanno, di conseguenza, catturato più aree e armi.” Recita il comunicato stampa.

Gli attuali successi militari possono essere facilmente compromessi da un’offensiva militare a cui partecipassero i soldati eritrei. L’OLA si può ora definire a tutti gli effetti un esercito regolare ma manca di armi pesanti. Per questo l’alleanza politica militare con il TPLF è di vitale importanza. La debolezza militare nei confronti del Tigray è compensata dal supporto della maggioranza della popolazione della prima etnia più popolosa dell’Etiopia.  Che alla fine di questo tunnel di orrore, sangue e pazzia, vi sia una nuova Etiopia, sotto la saggia guida Oromo?

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