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Mozambico, si aggrava il conflitto: intensi combattimenti e un albergo sotto assedio a Palma

Almeno sette persone sono rimaste uccise mentre cercavano di allontanarsi dall’albergo di Palma, nel nord del Mozambico,  preso da assedio da un gruppo di insorti jihadisti armati.
Dalle prime notizie diffuse dalle autorità oltre 180 persone sono rimaste intrappolate nell’hotel, dove si erano  rifugiate al momento dell’attacco della cittadina da parte dei miliziani. Tra di loro figurano molti dipendenti di aziende straniere.
Le vittime sono conseguenza del tentativo, condotto dalle forze governative per far uscire alcune delle persone nascoste in un’ala nell’albergo.
Un convoglio di 16 veicoli, protetti da una copertura aerea fornita dagli elicotteri di una società di protezione privata coordinata dal mistero dell’Interno, è stato attaccato poco dopo essere uscito fuori dall’hotel  e solo sette veicoli sarebbero riusciti a mettersi al sicuro. Secondo le fonti citate dai media, il bilancio delle vittime potrebbe anche essere molto pesante, con decine di morti.
I combattimenti si sono intensificati dal 25 marzo, soprattutto nel nord del Mozambico dove la città di Palma è nelle mani del gruppo di matrice islamica Al-Shabab – Al-Sunna wa Jama’a. Il numero dei morti e dei feriti non è noto.
I terroristi hanno preso il controllo della provincia settentrionale mozambicana di Cabo Delgado.
La cittadina assaltata è il capoluogo dell’omonimo distretto di Cabo Delgado, la provincia da oltre tre anni sotto attacco dei jihadisti Al-Shabaab, solo omonimi di quelli somali ma addirittura più sanguinari, tanto da aver decapitato anche bambini come denunciato di recente da Save The Children rilanciando testimonianze di alcune madri. I terroristi avevano lanciato un attacco mercoledì pomeriggio, sparando in maniera indiscriminata e costringendo la gente del posto a fuggire nelle foreste circostanti e, secondo testimoni, uccidendo un imprecisato numero di persone. L’assalto era scattato dopo che il gigante energetico Total aveva annunciato una graduale ripresa dei lavori di un progetto di gas naturale liquefatto (Gnl). Il gruppo francese è il principale investitore nella regione e nell’area operano anche altre società come ExxonMobil. A cercare rifugio nell’hotel “Amarula”, dove peraltro erano rimasti anche senza cibo, sono stati lavoratori del sito di Gnl che hanno temuto per due giorni di cadere nelle mani dei terroristi. I dettagli dell’evacuazione restano confusi ma secondo fonti della sicurezza un gruppo di 80 persone ha lasciato l’hotel a bordo di 17 camion dell’esercito, caduti però in un’imboscata in cui sono morte sette persone secondo la stampa locale (un resoconto dell’Afp non precisa la nazionalità delle vittime). Gli altri cento sono fuggiti a piedi e sono stati prelevati su una spiaggia da un battello militare. Per l’azione dei jihadisti e la controffensiva delle forze di sicurezza mozambicane, nel conflitto a Cabo Delgado dall’ottobre 2017 al febbraio scorso sono morte più di 2.600 persone, tra cui oltre 1.300 civili (dati “Acled”). Gli sfollati causati dal confitto sono oltre 670 mila. Gli Shabaab in questo lasso di tempo hanno compiuto più di 800 attacchi, con un’escalation di assalti a villaggi l’anno scorso. Palma è una cittadina di 28 mila abitanti ma i jihadisti mozambicani hanno all’attivo a Cabo Delgado anche la conquista, nell’agosto scorso, dello strategico porto di Mocinboa.

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